Attualità - 27 gennaio 2025, 14:34

"Bevi giusto, bevi ligure", parte la campagna per un consumo consapevole del vino nei ristoranti

Fipe Confcommercio di Imperia e la Rete di Imprese Vite in Riviera lanciano l'iniziativa, in risposta all'inasprimento delle sanzioni del Codice della strada

"Bevi giusto, bevi ligure", parte la campagna per un consumo consapevole del vino nei ristoranti

Bevi giusto, bevi ligure. Con questo slogan che appare più come un pressante invito la partnership tra Fipe Confcommercio di Imperia e la Rete di Imprese Vite in Riviera  si presenta sul campo per il consumo consapevole del vino al ristorante. Un’iniziativa divenuta importante e essenziale per l’inasprimento delle sanzioni legate al Codice della strada.

 “Sulle nostre tavole non può mancare un bicchiere di vino di qualità – esordisce Enrico Calvi, presidente provinciale di Fipe Confcommercio – Per questo abbiamo dato vita ad un’iniziativa che, nel contesto delle norme più stringenti, invita a bere il vino responsabilmente dando anche la possibilità ai clienti di portarsi a casa la bottiglia non completamente consumata”. 

È la strategia per riportare la situazione relativa al consumo del vino alle sue reali dimensioni che sono state travisate, la normativa non è cambiata rispetto alla precedente ma sono state aumentate le sanzioni. “L’iniziativa in sinergia con la Fipe – spiega Massimo Franco, presidente di Vite in Riviera si riferisce in un momento segnato dalla confusione sulla normativa: per questo vogliamo riportare la situazione reale ribadendo l’opportunità di portarsi la bottiglia non finita a casa e fornendo ai clienti dei ristoranti proprio il sacchetto per il suo trasporto”. 

Infatti l’azienda MGS Carta di Chiusanico è partner importante per l’involucro cartaceo che permette un prelievo elegante della bottiglia dal tavolo del ristorante. Anche la Confcommercio farà la sua parte. “Sono in prospettiva e a breve termine alcuni corsi di formazione gratuiti – prevede il direttore Luca Erba saranno gli strumenti per contribuire alla conoscenza del prodotto locale e accrescere la professionalità del settore”. In questo modo tutta la filiera del vino viene coinvolta, dal territorio al ristoratore che, in quest’ultimo periodo, ha dovuto fare i conti con una contrazione dei consumi attorno al 20/25 per cento dovuti anche ad un’informazione forse incompleta legata ad una normativa che vuole limitare gli abusi nel consumo"

In effetti – sottolinea ancora Enrico Calvi c’è stata una comunicazione opaca con un effetto psicosi che ha spaventato il consumatore: adesso si tratta di riportare la situazione nei termini giusti”.

Ino Gazo

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