Bevi giusto, bevi ligure. Con questo slogan che appare più come un pressante invito la partnership tra Fipe Confcommercio di Imperia e la Rete di Imprese Vite in Riviera si presenta sul campo per il consumo consapevole del vino al ristorante. Un’iniziativa divenuta importante e essenziale per l’inasprimento delle sanzioni legate al Codice della strada.
“Sulle nostre tavole non può mancare un bicchiere di vino di qualità – esordisce Enrico Calvi, presidente provinciale di Fipe Confcommercio – Per questo abbiamo dato vita ad un’iniziativa che, nel contesto delle norme più stringenti, invita a bere il vino responsabilmente dando anche la possibilità ai clienti di portarsi a casa la bottiglia non completamente consumata”.
È la strategia per riportare la situazione relativa al consumo del vino alle sue reali dimensioni che sono state travisate, la normativa non è cambiata rispetto alla precedente ma sono state aumentate le sanzioni. “L’iniziativa in sinergia con la Fipe – spiega Massimo Franco, presidente di Vite in Riviera – si riferisce in un momento segnato dalla confusione sulla normativa: per questo vogliamo riportare la situazione reale ribadendo l’opportunità di portarsi la bottiglia non finita a casa e fornendo ai clienti dei ristoranti proprio il sacchetto per il suo trasporto”.
Infatti l’azienda MGS Carta di Chiusanico è partner importante per l’involucro cartaceo che permette un prelievo elegante della bottiglia dal tavolo del ristorante. Anche la Confcommercio farà la sua parte. “Sono in prospettiva e a breve termine alcuni corsi di formazione gratuiti – prevede il direttore Luca Erba – saranno gli strumenti per contribuire alla conoscenza del prodotto locale e accrescere la professionalità del settore”. In questo modo tutta la filiera del vino viene coinvolta, dal territorio al ristoratore che, in quest’ultimo periodo, ha dovuto fare i conti con una contrazione dei consumi attorno al 20/25 per cento dovuti anche ad un’informazione forse incompleta legata ad una normativa che vuole limitare gli abusi nel consumo".
“In effetti – sottolinea ancora Enrico Calvi – c’è stata una comunicazione opaca con un effetto psicosi che ha spaventato il consumatore: adesso si tratta di riportare la situazione nei termini giusti”.






