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Attualità | 14 giugno 2024, 07:58

La storia. La crisi delle acciughe liguri: anche nei mercati imperiesi le alici arrivano dalla Spagna

Le lampare ferme da una settimana. Lara Servetti: “Educare i consumatori a sostenere l’economia locale”.

La storia. La crisi delle acciughe liguri: anche nei mercati imperiesi le alici arrivano dalla Spagna

Da ormai una settimana le acciughe liguri sono assenti dai banchi dei mercati locali. Una situazione inusuale che sta creando non poche difficoltà ai consumatori e agli operatori del settore.

Le uniche acciughe disponibili nei mercati imperiesi arrivano dalla Spagna, una soluzione che non soddisfa pienamente né i venditori né i consumatori locali.

Secondo Lara Servetti, coordinatrice regionale della Lega Coop Liguria, la situazione è legata a una serie di fattori climatici avversi che hanno impedito alle lampare addette ai lavori di uscire in mare. "Le lampare non escono da domenica scorsa . Se il meteo permette, potrebbero riprendere l'attività da domenica prossima," dichiara.

Questo stop prolungato ha interrotto per ora la pesca delle acciughe nel Levante e nel Genovesato, aree tradizionalmente ricche di questo prezioso pesce azzurro.

Attualmente, tre lampare operano tra Imperia e Sanremo, ma si stanno concentrando sulla pesca delle sardine, maggiormente richieste e destinate ad altre regioni d'Italia. Le sardine non sono ancora un alimento molto consumato localmente, sebbene si stia osservando un crescente interesse per questo pesce, grazie a proposte culinarie innovative come i conetti di sardine fritte, molto apprezzati.

Il prezzo delle acciughe liguri, al loro ritorno sui banchi, è di conseguenza destinato a salire, raggiungendo anche i 15 euro al chilo, un aumento significativo rispetto alla norma. "La stagione del 2024 è stata anomala, con molte giornate di inattività a causa del meteo, e questo è sotto gli occhi di tutti", sottolinea Lara Servetti.

In questo contesto, diventa fondamentale educare i consumatori a sostenere l'economia locale. "Bisogna creare consumatori consapevoli ed educati a sostenere la nostra economia locale. Il nostro obiettivo è che il consumatore finale guardi l'etichetta, aiutato e indirizzato dal venditore per comprendere dove è stato pescato il pesce," spiega la coordinatrice regionale. Le etichette riportano il codice FAO, che permette di identificare la provenienza del pesce: per la nostra zona, il codice è 37.1.3". 

"Le acciughe provenienti dalla Spagna, infatti, presentano differenze visibili rispetto a quelle liguri. "Le acciughe si deteriorano velocemente, e quelle spagnole hanno un colore ed una brillantezza sentitamente diversa" conclude Servetti.

Morgan Germinario

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