Carenze di personale, inciampi burocratici, complessità delle procedure, scarsità di introiti. È soltanto un sintetico elenco della “giungla” in cui si devono muovere e rispettare il mandato ricevuto dal voto i sindaci dei piccoli comuni dell’entroterra ponentino.
“Il personale, soprattutto tecnico, è ridotto – attacca Massimo Rosso, sindaco di Pietrabruna – e già questo rappresenta un problema enorme ma i piccoli comuni hanno pochissimo gettito fiscale, la burocrazia è sempre complicata, le procedure informatiche da utilizzare sono assurdamente complesse e spesso subiamo ritardi per introitare i contributi statali: faccio il sindaco da 3 anni e mezzo ma è come se ne avessi già 9 sulle spalle”.
Insomma, la carica di sindaco nei paesini lontani dal mare più che un onore è un onere pesante, sopportabile soltanto con l’amore per la comunità rappresentata.
“La difficoltà peggiore non è la scarsità di risorse finanziarie – rimarca Antonio Galante, sindaco di Cosio d’Arroscia – Il personale insufficiente, invece, rappresenta il più grave ostacolo al funzionamento amministrativo, se l’ufficio perde un tecnico diventa problematico reperire il sostituto: nonostante tutto sono felice di fare il sindaco, rappresenta la realizzazione di un desiderio che ho sempre avuto e voglio essere il riferimento di tutti i miei compaesani”.
Una conferma che, soltanto, il senso civico, l’affetto per il paese e la passione giustificano almeno cinque o dieci anni di “calvario”.
“Si può paragonare la carica di sindaco alla missione in un paese africano – la sintesi di Paolo Sciandino, sindaco di Diano Arentino – Le competenze sono pari a quelle di un grande comune ma il personale è ridotto, la burocrazia non fa sconti e devo supplire personalmente l’operaio mancante anche per affiggere gli avvisi comunali”. Il panorama non cambia, puntando lo sguardo su altre valli, sulla Valle Impero a esempio, i problemi si ripetono uguali e pesanti per tutti. “In questo incarico nulla è semplice – ammette Marilena Abbo, sindaco i Lucinasco – Le procedure di accesso ai contributi è complesso, avviare un progetto diviene problematico anche grazie ad una burocrazia incredibile mentre ci manca l’ufficio tecnico: unica soluzione, ma non sempre possibile, è creare reti con altri comuni. Ma, comunque, è obbligatoria tanta passione per non abbandonare l’incarico”.














