Davide Re, dal suo profilo Facebook , ha spiegato le motivazioni riguardanti il cambio di allenatore dopo che Fiamme Gialle e FIDAL, nei giorni scorsi, avevano dato l’ufficialità di Flavio Zberg quale nuovo preparatore.
Ad inizio settembre, come un fulmine a ciel sereno, era arrivata la separazione dalla storica guida Maria Chiara Milardi che, dopo aver appreso la notizia da Sky, anch’essa aveva affidato ai social network il suo lungo sfogo.
Forti polemiche avevano fatto seguito alla decisione , in particolare nelle modalità, colpendo non solo l’atleta imperiese ma anche il padre Paolo. Re ha spiegato la sua versione dei fatti ed ha raccontato il caloroso benvenuto riservatogli da Petrucciani, campione d’Europa Under 23 sui 400 metri piani, atleta di punta della scuola di Zberg, in Svizzera.
Obiettivo futuri per il quattrocentista delle Fiamme Gialle? Il podio agli Europei di Monaco di Baviera nel 2022. Come scritto nel post:"
Tokyo per me è stata una svolta. Non solo per i motivi che tutti possono immaginare, ma perché ancora di più, e in modo più sconvolgente, mi ha fatto riflettere su che cosa significhi essere un atleta.
Così ho deciso di rimettermi in gioco totalmente. Questo perché sento di poter dare ancora di più all’atletica, all’Italia, a chi crede in me, e non ultimo a me stesso.
Dopo le Olimpiadi ho iniziato a sentire una vocina interiore che sussurrava di cercare nuovi stimoli, di uscire dalla mia “comfort zone”. Questo è avvenuto anche a Zurigo, quando Ricky Petrucciani mi ha salutato con un cordialissimo “Benvenuto a casa mia”.
Magari in altre situazioni avrei risposto con un semplice “grazie”, ma la cosa invece mi ha incuriosito ed ho iniziato a prendere informazioni su gruppo, strutture ed allenatore.
Ho parlato con Flavio solo dopo alcune settimane, allora nulla era deciso, e solo dopo aver affrontato gli effetti legati alla “fuga di notizie” sulla mia volontà di interrompere il rapporto con Chiara.
Dopo aver letto tanto sulla vicenda (inclusi attacchi decisamente fuori luogo a mio padre), ecco in estrema sintesi la mia versione dei fatti: prima di prendere una decisione così importante per la mia carriera, mi sono confrontato con pochissime persone con cui avevo diritto e dovere di farlo. Questo accadeva il 5 e l'8 settembre, con l’idea da parte mia di parlarne di persona con Chiara il 14 settembre, al mio rientro da Bellinzona (in quel periodo non ero a Rieti). Ciò non è stato possibile per la suddetta “fuga di notizie”, proprio durante la diretta televisiva di quella manifestazione. Io per primo rimasi estremamente deluso e rammaricato. Come tutti ben sapevano.
Sono fiero dei risultati che ho raggiunto in questi ultimi anni insieme a Chiara e sono elettrizzato all’idea di poter lavorare in una realtà diversa per provare ad ottenerne altri.
Di Flavio Zberg ho già potuto apprezzare la voglia di essere aggiornato su base scientifica, unita all’esperienza dell’allenatore ed ex quattrocentista, mentre i miei nuovi compagni a Zurigo sono tutti atleti e atlete giovani, portati al vertice dallo stesso Flavio e fortemente determinati a migliorarsi e vincere. Sarà un confronto stimolante, con due precisi obiettivi nel mirino per la stagione 2022: ritoccare il mio personale e salire sul podio agli Europei di Monaco di Baviera.
Il massimo sarebbe poi anche conquistare la mia prima finale internazionale ai Mondiali di luglio a Eugene, nell’Oregon: a quelli di Doha mi è sfuggita di 8 centesimi, all’Olimpiade di Tokyo di 2 centesimi, ma chissà che con questa ripartenza da Zurigo non riesca finalmente ad azzerarli."






