Politica - 03 ottobre 2018, 20:23

Imperia: la deliberazione della Corte dei Conti fa discutere il Consiglio, Scajola "Nomina di un professionista per capire tutto ciò che non è ancora uscito"

Oggi una nuova ingiunzione da 700 mila euro per il mancato pagamento dell'addizionale sui rifiuti

Imperia: la deliberazione della Corte dei Conti fa discutere il Consiglio,  Scajola "Nomina di un professionista per capire tutto ciò che non è ancora uscito"

È stato certamente il punto più dibattuto di quelli all’ordine del giorno il bilancio consolidato del 2017 relazionato dall’assessore Giribaldi e condizionato dall’ultima relazione della Corte dei Conti, proprio su questo si è concentrato il dibattito.

Primo intervento, a nome della maggioranza, da parte del consigliere Landolfi che ha ripercorso alcuni passi della relazione della Corte bacchettando ulteriormente la passata amministrazione:  “Conti gestiti da topolino o dal gatto e la volpe che hanno fatto un artificio contabile con rischio della scure del commissario che metterebbe fine non solo alla nostra amministrazione, ma alla città di Imperia”.

Risponde il consigliere Abbo: "Ho avuto la delega al bilancio, ma mi sembra poco opportuno attaccare il proprio predecessore la campagna elettorale è finita. Il grave problema è sempre lo stesso quello del comparto idrico, dobbiamo mettere Amat in condizione di pagare il debito pregresso e di far funzionare Rivieracqua. Le responsabilità di questa situazione sono tante e da distribuirsi nel tempo. Nel 2005 il Comune di Imperia fece una vendita del 45% delle quote, nel 2013 il debito ammontava già a 7 milioni, noi non siamo stati  in grado di sterzare questo iceberg perché ancora oggi Rivieracqua non è in grado di togliere il peso da Amat. Le responsabilità sono distribuite nel tempo e nello spazio. Non mi ergo a difensore di Capacci né di me stesso, chiedo onestà intellettuale. So bene che è un momento molto critico e mi auguro che riusciate a fare ciò che noi non abbiamo fatto”.

Saluzzo: "Credo che l’argomento sia fuori tema rispetto all’ordine del giorno. Le spese una tantum nominate dalla maggioranza sono state fatte per il bene della città così come quelle fatte dall’attuale amministrazione. Nella relazione della corte dei conti c’è un milione e 700 mila euro per lo spostamento del tribunale e c’è un’altra censura ‘i soldi della vendita della Autofiori non potete usarli per coprire il bilancio, se lo era per Capacci lo è anche per Scajola’ dice la corte".

Ranise: "Riconosco l’impegno di Abbo però più volte l’abbiamo vista in passato in difficoltà e noi sapevamo già che chi avrebbe vinto le elezioni si sarebbe trovato il cero accesso in mano. Andare indietro fino al 2005 mi sembra eccessivo e comunque in 7 anni non si è riusciti ad andare indietro e a cambiare rotta. Sul tesoretto da 6,5 milioni che dovrebbe essere di 13 Capacci disse: ‘meglio qualcosa adesso, che qualcosa di più fra un anno’. Avevamo già fatto un rilievo su come spendere quei soldi all’epoca. Credo comunque che tutti in questo momento dobbiamo darci una mano, abbandonerei le polemiche per metterci a lavorare”.

Risso: “La notizia della Corte dei Conti non è nuova. Lo sapevano già tutti. In questi anni i sacrifici chiesti al comune sono cresciuti. Quando l’amministrazione Capacci si è insediata ci siamo resi conto di una gravissima difficoltà di bilancio che ha visto ridursi sempre di più le risorse nei 5 anni di amministrazione, dovevamo tagliare ovunque. Il problema non è del 2018, ma è ben indietro con assessori che non avevano soldi per fare niente. Abbiamo trovato una situazione drammatica. Il problema di oggi è lo stesso che abbiamo ereditato noi. Le accuse che ci vengono mosse non le posso accettare noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Qui bisogna fare uno sforzo tutti insieme, gran parte del problema deriva da Amat. Non è un problema dell’amministrazione Scajola, ma di tutta la città”.

Ponte: “Mi stupisco e sono amareggiata nel sentire le persone presenti addossarsi le responsabilità. La mia considerazione è  che la situazione di Amat sia incancrenita da tempo e lo si sapeva. La mia preoccupazione non è quella verso la precedente amministrazione, ma verso le indicazione della Corte dei Conti che ci dice che non possiamo spendere nulla se non per cose improcrastinabili. Mi auguro che l’amministrazione voglia agire affinchè si dia atto a quanto chiede la Corte pena il dissesto”.

Dopo gli interventi dei consiglieri ha risposto direttamente il sindaco Claudio Scajola. Che in un lungo discorso ha evidenziato come la relazione della Corte sia la quarta e come si riferisca al periodo che parte dal 2012 in avanti. Il sindaco ha aggiunto che non si avvarrà di alcuna azione di responsabilità verso altri e che prima di intervenire cercherà, con la nomina di un professionista della quale si discuterà domani in Giunta, di capire quale sia e a quanto ammonti l'indebitamento del Comune. È infatti di oggi una nuova ingiunzione da 700 mila euro per il mancato pagamento di un'addizionale sui rifiuti.

Dopo la lunga discussione si va al voto con 21 favorevoli, 4 contrari e 6 astenuti. Il bilancio consolidato è dunque approvato.

Lorenzo Bonsignorio

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