Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Direttore,
desidero esprimere alcune considerazioni sull'edizione 2026 di Olio Oliva, che si è conclusa con un bilancio straordinariamente positivo, caratterizzato da una grandissima affluenza di pubblico e dalla conferma del ruolo centrale della manifestazione nella promozione dell'olio e delle eccellenze del nostro territorio. Innanzitutto, ritengo doveroso rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell'evento: organizzatori, istituzioni, associazioni di categoria e forze dell'ordine. Il loro impegno, insieme a una macchina organizzativa efficiente e ben coordinata, ha permesso di realizzare una manifestazione capace di accogliere tantissimi visitatori e di dare il giusto risalto al nostro prezioso oro giallo.
Proprio partendo da questo successo, vorrei avanzare una proposta per il futuro della manifestazione, con l'obiettivo di renderla ancora più partecipata e rappresentativa dell'intera comunità. La mia idea è quella di introdurre un'alternanza biennale della sede principale di Olio Oliva: un'edizione a Oneglia e quella successiva a Porto Maurizio, così da coinvolgere in maniera equilibrata i due principali centri cittadini.
Ma la proposta non si ferma qui. Vorrei che ogni edizione prevedesse anche il coinvolgimento attivo di due frazioni del territorio: una della Val Prino e una delle valli onegliesi, con una rotazione negli anni successivi. Credo, infatti, che non si possa parlare di valorizzazione dell'olio e della cultivar Taggiasca senza dare il giusto spazio ai luoghi in cui questo patrimonio nasce e viene custodito. Sono proprio le nostre frazioni, le loro colline e gli storici muretti a secco a raccontare la storia più autentica della nostra tradizione olivicola. Coinvolgere queste realtà significherebbe compiere un gesto di riconoscenza verso i nostri agricoltori: quelli di ieri, che con sacrificio e fatica hanno modellato il paesaggio che oggi conosciamo, e quelli di oggi, che continuano a custodirlo, a lavorarlo e a tramandarne il valore.
OliOliva potrebbe così diventare non soltanto una vetrina delle nostre eccellenze, ma una vera festa diffusa, capace di unire centro e vallate, tradizione e futuro, attività economiche e comunità locali. Mi auguro che questa proposta possa essere presa in considerazione per le prossime edizioni. Il successo di quest'anno dimostra quanto la manifestazione sia importante: il passo successivo potrebbe essere quello di farla diventare sempre più patrimonio condiviso di tutto il territorio.
Ivan Bracco
Consigliere comunale – Partito Democratico