Un’ora a luci spente, per la verità, soprattutto a Oneglia a macchia di leopardo, complice la concomitanza di OliOliva e la presenza in via Bonfante di diversi esercizi aderenti a catene, per accendere i riflettori sulla crisi del commercio locale. Buona, invece, la partecipazione a Porto Maurizio, nella centralissima via Cascione. Anche a Imperia, dunque, oggi, venerdì 6 novembre, dalle 17 alle 18, le vetrine dei negozi si sono oscurate nell’ambito di un’iniziativa di sensibilizzazione che punta a richiamare l’attenzione sulle crescenti difficoltà che interessano le attività commerciali di vicinato.
Un gesto simbolico, ma dal messaggio molto concreto: il commercio locale ha bisogno di sostegno e di interventi per continuare a vivere e a mantenere vitali le città. Dietro le vetrine illuminate, infatti, ci sono imprenditori, commercianti e famiglie che ogni giorno affrontano costi sempre più difficili da sostenere. La protesta vuole riportare al centro del dibattito il futuro dei negozi di prossimità, messi alla prova da una combinazione di fattori economici che rischia di impoverire il tessuto commerciale urbano.
Ma lo spegnimento delle luci non vuole essere soltanto una denuncia. I commercianti indicano anche le condizioni necessarie per invertire la tendenza e garantire un futuro alle attività: meno tasse, affitti più accessibili e una maggiore attenzione dei consumatori verso gli acquisti nei negozi sotto casa.
Il messaggio è rivolto, quindi, non soltanto alle istituzioni, chiamate a intervenire con misure concrete a sostegno delle attività, ma anche ai cittadini. Scegliere un negozio di vicinato significa contribuire a mantenere vivi i quartieri, preservare servizi, relazioni e identità commerciali.