L’olivicoltura ligure al centro di una nuova strategia di rilancio, tra valorizzazione delle produzioni di qualità, salvaguardia del territorio e sostegno alle imprese. In occasione di Olioliva 2026, Cna Imperia ha presentato ufficialmente il progetto strategico "OLIVO&OIL", accompagnato dal lancio della campagna d’intento "La Liguria ha bisogno di ulivi". L’iniziativa è stata illustrata all’Auditorium della Camera di Commercio Riviere di Liguria, alla presenza dei principali protagonisti della filiera agroalimentare, dei rappresentanti delle istituzioni regionali e locali e delle comunità del territorio. Un appuntamento che ha segnato l’avvio di una nuova fase di confronto e di lavoro, con l’obiettivo di costruire prospettive concrete per uno dei comparti più rappresentativi dell’identità economica e paesaggistica del Ponente ligure.
Al centro del progetto c'è la consapevolezza che l'oliva Taggiasca e le altre cultivar autoctone rappresentano molto più di una produzione agricola: sono parte integrante della storia, della cultura e del paesaggio della Liguria. Un patrimonio che, tuttavia, deve fare i conti con problematiche sempre più evidenti. Il cambiamento climatico, il progressivo abbandono dei terreni collinari e le difficoltà economiche delle aziende agricole stanno mettendo a rischio la continuità di un'attività che, soprattutto nell'entroterra, richiede un impegno particolarmente gravoso. Una vera e propria agricoltura "eroica", che necessita di strumenti adeguati per continuare a garantire reddito e futuro a chi mantiene vivi gli uliveti.
La presentazione di "OLIVO&OIL" ha rappresentato anche l'occasione per aprire ufficialmente un tavolo di confronto con le istituzioni regionali e locali, con l'intento di facilitare e velocizzare l'accesso ai fondi di sviluppo destinati al settore. La rete CNA e i partner del progetto hanno individuato tre direttrici strategiche sulle quali concentrare gli interventi. La prima riguarda qualità e innovazione, attraverso l'ammodernamento delle tecniche di frantoiatura e il miglioramento degli standard produttivi. L'obiettivo è consentire all'olio extravergine ligure di conquistare fasce di mercato a maggiore valore aggiunto, assicurando al tempo stesso un riconoscimento economico adeguato al lavoro dei produttori.
La seconda direttrice riguarda la tutela del paesaggio e la sicurezza del territorio. Il recupero e la manutenzione degli oliveti storici sono stati indicati come strumenti fondamentali non soltanto per preservare una tradizione secolare, ma anche per contrastare il dissesto idrogeologico e contribuire a frenare lo spopolamento dei borghi dell'entroterra. La cura delle fasce e dei terrazzamenti rappresenta infatti un elemento importante nella gestione del territorio, soprattutto nelle aree collinari dove l'abbandono delle coltivazioni può aggravare le criticità legate alla fragilità del suolo. La terza direttrice guarda invece a cultura e oleoturismo, puntando a integrare sempre più la filiera produttiva con l'offerta turistica, attraverso percorsi del gusto, valorizzazione dei frantoi e nuove esperienze legate alla conoscenza dell'olio e delle tradizioni locali.
Un percorso che punta anche a favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici, facendo dell'olivicoltura una risorsa capace di attrarre visitatori durante tutto l'anno. La collaborazione tra aziende agricole, frantoi, ristorazione e operatori turistici viene considerata un passaggio indispensabile per rafforzare l'economia locale e creare nuove opportunità. La campagna "La Liguria ha bisogno di ulivi" vuole quindi andare oltre la semplice promozione del prodotto, trasformandosi in un appello rivolto all'intero sistema economico e sociale affinché venga riconosciuto il valore strategico dell'olivicoltura per il futuro della regione.
A sottolineare il significato dell'iniziativa è stato Luciano Vazzano, segretario di CNA Imperia e vicesegretario di CNA Liguria. "La Liguria ha bisogno di ulivi non è stato un semplice slogan, ma ha rappresentato una reale chiamata all'azione per l'intero sistema economico e sociale", ha evidenziato. Vazzano ha quindi richiamato l'importanza di fare rete tra le diverse componenti del territorio: "Unire le forze tra micro e piccole imprese, frantoi, ristorazione e turismo è stata l'unica strada praticabile per salvaguardare la nostra terra e offrire opportunità concrete alle nuove generazioni".
Alla presentazione hanno partecipato diversi rappresentanti del mondo produttivo, associativo e della comunicazione. Tra i relatori Serena Mela, presidente CNA Imperia Frantoiani; Andrea Brun, del Frantoio Brun di San Bartolomeo al Mare; Domenico Scognamiglio, presidente degli Operatori Giardini e Verde CNA Imperia e Liguria; Maurizio Pescari, giornalista e scrittore; Marco Misischia, presidente nazionale CNA Turismo e Commercio; e Cristiano Tomei, coordinatore nazionale CNA Turismo e Commercio. Un confronto che, nell'ambito di Olioliva 2026, ha posto le basi per un progetto che intende tenere insieme impresa, ambiente, tradizione e turismo, con l'obiettivo di garantire un futuro all'olivicoltura ligure.