Nuovo sviluppo nell’inchiesta sul mancato finanziamento Pnrr per il biodigestore di Colli, a Taggia. La Procura europea ha chiesto il rinvio a giudizio per Claudio Scajola, presidente della Provincia e sindaco di Imperia, e Michele Russo, ex dirigente dell’Ufficio Ambiente e all’epoca responsabile unico del procedimento. Le accuse sono di tentata indebita percezione di erogazioni pubbliche e falso ideologico.
La data dell’udienza preliminare non è ancora stata fissata. Spetterà al giudice decidere se disporre il processo. Ha invece scelto la strada del patteggiamento Riccardo Demicheli, amministratore di Avalon, la società piacentina che seguiva la pratica come consulente. L’accordo con il pubblico ministero europeo riguarda anche la società, accusata di illecito amministrativo per i vantaggi ottenuti dagli incarichi legati al finanziamento. Entrambe le richieste dovranno essere valutate dal giudice.
Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero tentato di ottenere un contributo Pnrr superiore a 6 milioni e 400 mila euro per un impianto che non sarebbe stato autonomo. I fatti contestati vanno dal 14 febbraio 2022, giorno della presentazione della domanda, al 10 dicembre 2024, data della revoca. Per gli inquirenti, le presunte dichiarazioni false sarebbero state ripetute durante l’intera procedura, anche per evitare la perdita del finanziamento.
Le contestazioni sono state riformulate anche dopo gli interrogatori dei mesi scorsi, in particolare quello di Russo, che ha parlato per cinque ore davanti al procuratore europeo, soffermandosi sulle procedure interne e sulle indicazioni relative agli affidamenti diretti e chiamando in causa Scajola. Quest’ultimo, assistito dall’avvocato Elisabetta Busuito, ha sempre respinto le accuse.
La difesa sostiene che abbia firmato la richiesta in buona fede, nell’interesse pubblico e senza essere stato informato dai tecnici delle criticità della pratica.