Pasta al sugo, con preferenza per gli spaghetti, seguita dalla pasta in bianco e dal risotto, meglio se allo zafferano. Questi sono i piatti più graditi dagli oltre 1.000 studenti imperiesi che usufruiscono del servizio di mensa comunale. Pasta o riso in brodo, polenta e pasta e fagioli, invece, sono quelli meno richiesti. Tra i contorni vincono a mani basse le patatine fritte, seguite a debita distanza da insalata, patate bollite e pomodori. Poco entusiasmo suscitano anche fagiolini, finocchi e piselli.
Sono i curiosi risultati di un sondaggio compiuto dal Comune di Imperia su un campione del migliaio di alunni che ogni giorno usufruiscono delle 28 mense scolastiche della città. “L'iniziativa dell'indagine è stata presa non solo per verificare il gradimento del menu ma anche per avere una base su cui impostare una corretta educazione- alimentare”, conferma Sergio Lanteri, consigliere delegato alla refezione scolastica. I pareri sul servizio, che coinvolge una sessantina di addetti e costa 140 milioni di lire al mese (stipendi del personale esclusi), sono comunque positivi: le porzioni sono adeguate, la seconda razione è richiesta qualche volta dal 50% e frequentemente dal 42%, l'alternativa del piatto unico una volta la settimana è respinta dal 67% (chi non lo gradisce salterebbe il pasto) ma approvata dal 20%. La metà degli interpellati rileva però una “mancanza di qualità del secondo piatto a base di pesce o di carne di maiale”.
Sufficiente, per il 76%, il consumo della frutta, ma la varietà della stessa è insoddisfacente per l'82%. Gli scolari prediligono le banane, davanti a pere, arance, mandarini, fragole e macedonia. A tutti i genitori il Comune ha voluto inoltre consegnare l'opuscolo La cucina nella scuola. “Il discorso sulla cultura gastronomica, iniziato a scuola, proseguirà così anche all'interno delle famiglie”, si augura Caterina Garibbo Siri, assessore alla Pubblica istruzione.
“L'alimentazione in età scolare è una vera e propria materia, da apprendere per prevenire nell'adulto le malattie della civilizzazione”, commenta il sindaco Giovanni Gramondo, medico.
Secondo Luisella Emesta Campi, responsabile dell'Usl per la Medicina scolastica, “la dieta dei bimbi deve essere equilibrata”.
“Alla formulazione del menu ideale siamo arrivati attraverso l'osservanza dei fondamentali principi della scienza dell'alimentazione, avvalendoci anche dei suggerimenti detta commissione composta dai rappresentanti di enti, genitori, operatori e tecnici della refezione”, le fa eco Lanteri.
Il compito più importante è correggere errori alimentari o squilibri nutrizionali. L'abuso di cibo ha prodotto fenomeni preoccupanti, rilevabili sin da età precocissime. In Italia, il 25% della popolazione infantile supera il peso normale, il 13% è obesa. Dati preoccupanti: l'80% dei bambini in sovrappeso rischia di diventare obeso, da grande.