L'Amarcord - 31 ottobre 2026, 13:10

L'AMARCORD DEL SABATO. Estate ‘89: allarme gatti randagi a Porto Maurizio e Oneglia

“Troppi e portatori di malattie”. Animalisti in campo: crociata contro le sterilizzazioni di massa

Estate 1989: a Imperia scatta l’allarme gatti randagi. Un’emergenza vera e propria, a cui il Comune cerca in tutti i modi dare un risposta, sinora con scarsi risuItati. Il problema è serio e, secondo i più, non è ancora stato affrontato con decisione, nonostante le lamentele e le preoccupazioni di cittadini e turisti. In alcuni quartieri i felini si sono moltiplicati a vista d'occhio, molti di essi vagano randagi, creando situazioni a rischio sotto il profilo igienico e sanitario. 

Molti animali sono infatti malati di rogna e c'è il timore che si diffonda la toxoplasmosi, una malattia che attacca anche l'uomo, provocando l'ingrossamento dei linfonodi e altri gravi disturbi. Il Comune di Cervo, pioniere in Italia in questo senso, qualche tempo fa ha deciso di intervenire per contenere le nascite, assegnando un contributo di due milioni di lire alla Lega amici del gatto per una vasta campagna di sterilizzazione delle femmine. Un'iniziativa, come detto, che ha pochissimi precedenti in Italia.

“Il problema è molto sentito dalla popolazione. I gatti si sono moltiplicati soprattutto nel centro storico, al Villaggio dei Fiori e al Poggio – fanno sapere da Cervo - . L’unico rimedio è limitare la loro riproduzione”.
Non tutti, però, tanto a Cervo quanto a Imperia condividerebbero questa soluzione.
Gli amanti dei gatti e coloro che offrono spesso cibo a quelli randagi, si chiedono se non sia possibile “attuare soluzioni meno drastiche, usando magari gli anticoncezionali e agendo anche sui maschi”. Giuseppina Pellizzoni, veterinario al quale è affidato il compito della sterilizzazione, spiega che “il sistema della contraccezione offre meno garanzie per una soluzione definitiva del problema. L'operazione viene compiuta solo sulle micette perché è il rimedio più sicuro: castrando i maschi, basterebbe che nel gruppo si inserisse un gatto in arrivo da fuori per rendere inutile l'intervento”.

Un sistema che, in ogni caso, sembra preferibile alla riduzione forzata, eseguita attraverso bocconi avvelenati, come purtroppo accade ora in molte zone, sia Cervo sia a Imperia. La massiccia presenza di felini randagi è segnalata in particolare a Borgo Marina, largo Ghiglia e nella zona dell'ospedale.
“L'operazione consiste nel prelevare le gatte e sottoporle a un trattamento antiparassitario interno ed esterno. Dopo la sterilizzazione, saranno tatuate per renderle riconoscibili e riportate nei luoghi d'origine”, affermano i responsabili della Lega amici del gatto di Imperia. “Con nostri fondi e grazie all'aiuto di alcune persone abbiamo già effettuato diversi interventi. Se riuscissimo a ottenere contributi comunali potremmo varare un piano d'azione completo, anziché limitarci a sporadiche operazioni. Basterebbero poco meno di 50 mila lire per ogni esemplare”.
Il sindaco di Imperia, Giovanni Gramondo, si mostra sensibile al problema. “Non abbiamo ricevuto richieste ufficiali da parte della Lega, ma siamo pronti a discutere tempi e modi di intervento. E' un fenomeno che va affrontato con la giusta considerazione. Se sarà necessario, coinvolgeremo anche l'Usl”.

Giorgio Bracco