Cronaca - 31 ottobre 2026, 08:20

Sono tre gli imperiesi fermati in Cisgiordania durante la raccolta delle olive

Susanna Bernoldi, Valerio Romano e Silvana Vinai tra i 14 attivisti stranieri trattenuti dalle autorità israeliane

Sono ore di apprensione per Susanna Bernoldi, Valerio Romano e Silvana Vinai, tre attivisti imperiesi fermati giovedì dalle autorità israeliane nel villaggio palestinese di Al-Lubban al-Gharbi, a nord-ovest di Ramallah, mentre affiancavano alcuni contadini impegnati nella raccolta delle olive. 

Con loro sono stati trattenuti altri 11 cittadini stranieri, tra cui due italiani, provenienti da diversi Paesi. Secondo l'International Solidarity Movement (ISM), i coloni israeliani avrebbero seguito il gruppo fino a un'abitazione, dove successivamente sarebbero intervenuti i militari, fermando tutti i presenti.  

Trasferiti al posto di blocco di Ni’ilin, i 14 sono stati interrogati con l'accusa di aver violato un'ordinanza militare che istituiva una zona chiusa. Gli attivisti sostengono, tuttavia, di non essere mai stati informati del provvedimento. Per tutti c'è il rischio di revoca dei visti ed espulsione da Israele. 

La vicenda ha mobilitato l'Ambasciata italiana a Tel Aviv, il Consolato di Gerusalemme e la Farnesina, che hanno chiesto chiarimenti e l'immediato rilascio dei connazionali. Ieri era attesa l'udienza sulla possibile revoca dei visti, inizialmente fissata alle 11, ma i tempi si sono prolungati, aumentando la preoccupazione dei familiari. 

La presenza degli attivisti stranieri nasce proprio dalla richiesta dei residenti di non essere lasciati soli nella difesa delle proprie terre.