Anche in Liguria la tradizione e il mercato dei fiori per le festività del 2 novembre devono fare i conti con un 2026 caratterizzato da un generale aumento dei prezzi. Sui produttori gravano, infatti, i rincari costanti legati alla coltivazione e ai trasporti, mentre al dettaglio gli aumenti appaiono più contenuti, con una stima media nazionale del +5% rispetto allo scorso anno.
I costi crescenti sono provocati principalmente dal rialzo dei prezzi energetici e dalle spese di spedizione, ma l'impatto sul consumatore finale rimane al momento mitigato: l'intera filiera ha scelto di ridurre i propri margini di guadagno pur di mantenere limitati i rincari al consumo.
Alla fluttuazione dei listini si sommano tuttavia i timori nazionali sull'approvvigionamento a ridosso del ponte di Ognissanti. In Liguria la situazione appare comunque incoraggiante: "La stagione è positiva, le vendite ci sono e il mercato ha retto bene - commenta Gianluca Boeri, presidente regionale di Coldiretti - si tratta d'altronde di una festività prevalentemente italiana. Tra le criticità, i blocchi autostradali hanno creato qualche problema, ma pesano difficoltà più ampie come il rincaro dei fertilizzanti, delle plastiche per imballaggio e dei carburanti. Se nel nostro settore in Liguria siamo abbastanza fortunati e slegati dall'uso del gasolio per il riscaldamento, pesa di più la logistica, che riduce la marginalità dei produttori".
C'è maggiore preoccupazione per le produzioni che richiedono serre riscaldate, come le Stelle di Natale, motivo per cui si lavora a misure di contenimento delle spese. Sul fronte dei consumi, la spesa media nazionale si attesta sui 30-35 euro a famiglia. Tra le preferenze d'acquisto, il crisantemo resta il fiore simbolo, affiancato da rose, garofani e composizioni in vaso, molto apprezzate per la loro resistenza agli sbalzi termici.