Attualità - 24 ottobre 2026, 09:27

Caro gasolio e speculazione, l’allarme di Antonio Marzo: "Così le aziende rischiano il fallimento"

L’imprenditore imperiese chiede di applicare le tariffe ministeriali per garantire sostenibilità economica

Gli aumenti del costo dei trasporti sono reali ma reale è anche la speculazione. A lanciare questo allarme è Antonio Marzo, operatore imperiese del settore con la sua omonima azienda nata 45 anni fa con un furgoncino legato con il fil di ferro, come racconta lui stesso. “Un autoarticolato può caricare 200 quintali di spaghetti – il suo esempio di costo di trasporto – e di conseguenza l’aumento di prezzo al chilo è di 0,02 centesimi al kilogrammo se la speculazione non avesse il potere di far crescere quel costo”. Una considerazione di fatto che, comunque, non cambia la gravità dell’attuale situazione dove la spesa per il gasolio vale il 40 per cento della gestione degli automezzi.

 “La mia azienda dispone di 65 automezzi con 71 dipendenti, al momento tutti in attività lontani dai blocchi – Marzo illustra le dimensioni della sua impresa –. Ogni autocarro percorre in media 10 mila chilometri al mese con il consumo di 3 mila litri di gasolio che, con un aumento per litro di soli 50 centesimi moltiplicati per 65, comportano un aumento di spesa di quasi 100 mila euro mensili”. 

Numeri impressionanti che possono mettere in crisi pesanti e letali tante aziende di autotrasporti soprattutto se non hanno la possibilità di aumentare le tariffe. “L’impegno dei sindacati hanno indotto il Governo a offrire un aiuto al settore – racconta Antonio Marzo – ma si tratta di un intervento temporaneo che non risolve i problemi”. Infatti l’operatore imperiese spiega come si poteva agire con gli strumenti adeguati che sono già a disposizione da sempre. “Sarebbe sufficiente suggerire e indurre le aziende a utilizzare le tariffe ministeriali – precisa –. Ogni mese, infatti, il Ministero dei Trasporti pubblica le tariffe che possiamo applicare legalmente e che, invece, sono paurosamente superiori a quelle utilizzate: sarebbero lo strumento per creare le condizioni per permettere alle aziende di essere in regola con tutte le procedure di legge e di avere un utile a fine anno”. Un modo, quindi, che renderebbe inutili o superflui gli interventi statali. “Così molti operatori sono costretti a non rispettare il livello dei contributi e a dimenticare le fatture – la sua analisi della realtà –. Con le tariffe ministeriali, invece, si potrebbe dare vita a controlli di legge delle aziende che non le rispettano, che non si conformano alle normative e che rischierebbero la licenza per la loro attività: le tariffe di trasporto, insomma, sarebbero sempre in linea con i costi reali”. E si eviterebbero conseguenze gravi a livello sociale. 

“Senza l’adeguamento delle tariffe – conclude Marzo – le aziende del settore non avrebbero utili con i conseguenti fallimenti e la perdita di posti di lavoro”.

Ino Gazo