“Il Ponente oramai è in agonia”. Un durissimo intervento, ma nello stesso tempo anche un appello alla Regione di intervenire con la massima urgenza, quello del presidente della Provincia, Leo Pippione, durante la visita in Riviera del governatore della Liguria, Rinaldo Magnani.
I dati confermano la grande preoccupazione per un futuro tutt’altro che roseo. I disoccupati sono in forte crescita: alla fine di settembre erano 6.364 contro i 2.200 di dieci anni fa. Il 60% è formato da giovani. Dal 1973 a oggi, sono stati persi oltre 600 posti di lavoro e, nel 1982, le ore concesse per la cassa integrazione sono state 112.420 per gli interventi ordinari e 168.665 per quelli straordinari. Le aziende chiuse sono state una ventina, altre sono in difficoltà come la Berio, la Fassi, la Taverna, la Bonsignore, la Plastital, la Lombarmet.E, tra il 1971 e il 1981, la popolazione residente è diminuita di oltre il 15%. Non saranno cifre nuovissime ma il presidente dell'amministrazione provinciale Pippione ha ritenuto opportuno ripeterle al presidente della giunta regionale.
“Non esiste un caso Genova ma un caso Liguria – ha ribadito Pippione, per sottolineare appunto che la crisi non investe soltanto il capoluogo ma l'intera regione e non risparmia quindi la Riviera – il panorama economico è veramente desolante. In un quadro già nero, si devono poi aggiungere i riflessi negativi che comporta il frontalierato, minacciato dalla flessione delle attività produttive d'oltre confine. Senza trascurare poi un fenomeno che caratterizza l'economia della provincia e assume forte rilevanza: il rapporto tra depositi bancari e impieghi è attestato intorno al 18% mentre la media regionale è del 50%. Questo è un ulteriore indice della debolezza economica provinciale e delle scarse occasioni derivanti dalle iniziative imprenditoriali”.
Problemi ed esigenze che da anni assillano la zona, per la cui soluzione, che in alcuni casi non comporta costi, appare indispensabile la fattiva collaborazione e il pieno sostegno della Regione. Si va dal completamento della Statale 28 (sia per il tronco di Chiusavecchia che quello di Armo, l'Anas aspetta il parere regionale) al Parco merci del Roja. dal mercato del fiori di Sanremo (piano particolareggiato e variante al prg per la bassa Valle Armea attendono da mesi l'approvazione delia Regione) al nuovo porto commerciale di Imperia, all'esame del Consiglio Superiore del Lavori Pubblici. Infine, E, il raddoppio e lo spostamento a monte della ferrovia. Per il tratto da San Lorenzo al Mare a Finale Ligure, la Regione si era impegnata a concedere alle province di Savona e Imperia un contributo sulle spese di progettazione dell'opera. Magnani ha ascoltato con attenzione il coro di lamentele, dando anche una serie di garanzie e assicurazioni.