Erano anche le immagini che avevo in mente, ma durante il viaggio ho scoperto una città capace di sorprendermi per ragioni che non avevo minimamente considerato.
Per conoscerla ho scelto un viaggio in Cina con Boscolo, che prevedeva diverse visite accompagnate anche a Shanghai. Le spiegazioni delle guide mi hanno fatto scoprire storie e particolari che difficilmente avrei notato da sola. Una volta tornata a casa, ho deciso di raccogliere le cinque curiosità che mi hanno colpita di più. Alcune sono davvero sorprendenti!
1. Tour guidato della Cina: perché il Bund sembra una città europea?
La prima sorpresa è arrivata osservando gli edifici storici del Bund, lungo il fiume Huangpu. Mi aspettavo l’architettura della Cina contemporanea, invece mi sono ritrovata davanti a palazzi neoclassici, facciate monumentali e costruzioni in stile Art Déco.
Ho scoperto che questa zona divenne, tra Ottocento e Novecento, un importante centro finanziario internazionale, sede di banche, società commerciali e istituzioni straniere.
La curiosità è diventata ancora più interessante durante la cena di arrivederci prevista da Boscolo, seguita da un drink su un rooftop. Da lassù, con lo skyline di Pudong illuminato sull’altra riva, ho potuto ammirare due capitoli molto diversi della storia cittadina.
2. Quale storia si nasconde dietro il Giardino Yu e il suo celebre ponte a zig-zag?
Il Giardino Yu mi ha conquistata con i suoi padiglioni, gli stagni e i piccoli passaggi tra rocce e vegetazione. Nella visita ho scoperto che fu realizzato durante la dinastia Ming, per volontà del funzionario Pan Yunduan, che desiderava offrire ai propri genitori un luogo di serenità.
Nell’area del vicino bazar si trova anche il famoso ponte a zig-zag, riconoscibile per le sue numerose svolte. Il suo andamento è legato alla simbologia tradizionale cinese, nella quale il numero nove ha un significato particolarmente favorevole.
3. Viaggio in Cina: perché il Buddha più famoso di Shanghai è scolpito nella giada?
Al Tempio del Buddha di Giada ho scoperto una storia che comincia lontano da Shanghai. Le celebri statue in giada bianca furono infatti portate dalla Birmania, oggi Myanmar, alla fine dell’Ottocento da un monaco buddhista.
La giada è un materiale prezioso nella cultura cinese, apprezzato per la sua bellezza e per i significati simbolici che gli vengono attribuiti. Mi ha incuriosita la delicatezza delle sculture, così diversa dalla monumentalità degli edifici che avevo visitato nei giorni precedenti. E anche l’atmosfera del tempio mi ha ricordato che molti dei luoghi inseriti negli itinerari turistici conservano una funzione religiosa importante.
4. Xintiandi: cosa accadde qui nel 1921 e perché fu così importante?
Xintiandi è uno dei quartieri più vivaci di Shanghai, con ristoranti, locali e costruzioni storiche restaurate. Passeggiando tra queste strade, però, ho scoperto che dietro l’aspetto elegante della zona si nasconde un episodio fondamentale della storia cinese.
Nel luglio del 1921, proprio in un edificio del quartiere, si tenne il primo Congresso del Partito Comunista Cinese. La guida ci ha aiutati a conoscere questa vicenda e a osservare le particolari abitazioni shikumen, caratterizzate da ingressi incorniciati nella pietra e da elementi architettonici che riflettono influenze differenti.
5. Dalla crisalide al tessuto: come nasce la celebre seta cinese?
Pensavo di conoscere abbastanza bene la seta, almeno come tessuto. Mi sbagliavo! Durante la visita a un laboratorio per la lavorazione della seta prevista nel mio viaggio di gruppo in Cina con Boscolo, ho scoperto quanto sia complesso il processo che porta al prodotto finito.
Il filo viene ricavato dai bozzoli prodotti dai bachi da seta, allevati utilizzando foglie di gelso. Attraverso successive lavorazioni si ottengono filamenti destinati alla tessitura. La cosa che mi ha sorpresa maggiormente è stata pensare alla quantità di precisione e conoscenze necessarie per ottenere un materiale tanto leggero e resistente.
Shanghai, una città che sorprende ben oltre il suo skyline
Se dovessi consigliare Shanghai a qualcuno che sta programmando una vacanza, gli direi di arrivare con una buona dose di curiosità. I grattacieli sono spettacolari, certo, ma la città sa raccontare storie interessanti anche attraverso luoghi e particolari che nelle fotografie ricevono molta meno attenzione.
Ripensando al mio viaggio, sono contenta di aver scelto un itinerario che mi ha permesso di conoscere anche questi aspetti. E confesso che, da quando sono tornata, ho sviluppato una piccola abitudine: quando vedo la fotografia di una città famosa, mi viene subito voglia di sapere quale storia nascondano gli edifici che compaiono sullo sfondo.
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