Pagare l’autobus avvicinando la carta o lo smartphone: da oggi è possibile anche in provincia di Imperia, con il nuovo sistema regionale di bigliettazione elettronica LiguriaGO-Tap, operativo su tutti i mezzi di Riviera Trasporti. Una novità attesa, che arriva mentre l’azienda lavora al rinnovo del parco mezzi: nei prossimi quattro anni ne serviranno 43 per limitare ritardi e disservizi.
L’investimento complessivo è di 22,5 milioni di euro di risorse regionali, comprensivi di dieci anni di manutenzioni. Si tratta di un sistema di bigliettazione innovativo ABT (Account Based Ticketing) in cui i titoli di viaggio non sono legati o caricati su una tessera fisica, ma su un account digitale. Ogni titolo di viaggio è identificato tramite un QR code, un supporto contacless o una carta bancaria, e il calcolo della tariffa e la gestione dei biglietti avvengono tramite un sistema informatico centralizzato che è installato nel data center di Liguria Digitale. Per viaggiare basta avvicinare al nuovo validatore rosso una carta di credito, debito o prepagata, oppure uno smartphone o smartwatch con Apple Pay, Google Wallet o altro wallet abilitato. Un segnale acustico e una luce verde confermano la validazione, senza registrazioni né biglietti cartacei. Sui bus di RT si valida sia in salita sia in discesa, così il sistema riconosce il percorso e calcola la tariffa a zone. Chi non lo fa prima di scendere paga la tariffa massima di 4,50 euro. Le 194 nuove validatrici sono installate su tutti i 113 bus di RT e sono in via di sperimentazione da circa due mesi. Le vecchie modalità di bigliettazione restano per ora in vigore.
"Una rivoluzione di cui sono orgoglioso", commenta l’assessore regionale ai Trasporti Marco Scajola. "Imperia è tra le prime in Liguria, dopo Savona. Si stanno attrezzando Genova e La Spezia e contiamo che per fine 2027 tutte le aziende siano attive. Finalmente si paga in modo smart e veloce, come nelle grandi città e nelle località con forte affluenza turistica". Per l’amministratore unico di RT Marco Prestileo il sistema è un’agevolazione per chi sale a bordo, ma anche uno strumento in più per l’azienda: "Tutto il parco mezzi è già dotato del servizio. Grazie al sistema contapersone che stiamo sviluppando capiremo quante persone salgono e quanto pagano il viaggio, quindi il livello di evasione, e intensificheremo i controlli". Il presidente della Provincia Claudio Scajola vede un miglioramento complessivo: "Il servizio cresce, nella qualità dei mezzi, attraverso la lotta all’evasione e la semplificazione della bigliettazione, rendendo più agevole l’utilizzo per i concittadini".
Alla presentazione si è parlato anche delle segnalazioni quotidiane di ritardi e corse mancanti. Prestileo, alla guida di RT da tre mesi, ha commentato: "Sono situazioni molto comuni, per RT in particolare. Ho fatto subito una verifica sul parco mezzi: l’età media, compresi gli ultimi acquistati, è di 10 anni e mezzo, con 480mila chilometri per veicolo. La vita utile di un autobus è di 10 anni e 500mila chilometri, che con la manutenzione possono salire a 12 anni e 800mila. Nei prossimi quattro anni ci mancano 43 autobus su un parco di 106, e questo crea ritardi e disservizi". Da qui le scuse ai cittadini: "Approfitto per scusarmi con chi subisce i ritardi, ma non è una questione di volontà, è una questione di investimenti. Un autobus costa quasi 600mila euro".
Sul fronte dei fondi, l’assessore Marco Scajola dichiara: "La provincia di Imperia quest’anno, come lo scorso anno, riceverà 15 milioni di euro, due milioni e mezzo in più degli anni precedenti. Le risorse per gli autobus sono aumentate: da qui al 2027-28 è prevista una spesa che porterà 20 nuovi mezzi alla provincia". Il tema sarà al centro di una conferenza regionale a fine ottobre con il ministro, anche per riorganizzare a livello nazionale il riparto dei fondi: "Spesso le regioni più piccole vengono sacrificate".
Conclude il presidente Scajola: "I finanziamenti che arrivano dallo Stato e poi vengono distribuiti dalla Regione, sono ancora sbilanciati. L’anno scorso si è cominciato a considerare l’imperiese, ma manca ancora un criterio oggettivo di distribuzione dei fondi tra le province. Mi rendo conto delle difficoltà ereditate a Genova, fortemente deficitaria, ma Imperia non può pagare il conto di chi ha gestito male le proprie aziende".