Accadde Oggi - 08 ottobre 2026, 08:28

ACCADDE OGGI, 8 OTTOBRE 1991. Ciclisti, ecologisti e pedoni all’attacco del Comune: “Servono piste ciclabili, isole pedonali, aree verdi e spazi all’aperto per bimbi e anziani”

Proposte che presto approderanno anche in Consiglio comunale

Ciclisti, pedoni e amanti della corsa amatoriale a caccia di spazi nel capoluogo. Tra le richieste che pervengono quotidianamente a Palazzo spiccano la creazione di piste riservate alle due ruote e piccole oasi verdi dove fare ginnastica, leggere un libro o incontrare gli amici.

Proposte che rispondono alle esigenze di una larga parte della popolazione e che, presto, approderanno anche in Consiglio comunale, grazie a un'interpellanza presentata dai Verdi. La questione è tornata d'attualità in seguito all'emanazione della legge 208, che assegna finanziamenti ai capoluoghi di provincia proprio per questo scopo. L'amministrazione comunale imperiese, intanto, ha già provato una serie di esperimenti come, nella scorsa primavera, l'apertura del lungomare Vespucci agli amanti delle due ruote. Tra chi invoca una città “a misura di ciclista” e più green ci sono i rappresentanti della Lega per l'Ambiente, che hanno sollecitato anche loro il Comune a intervenire.

“Bisogna agire al più presto, dal momento che, nel '92, lo Stato stanzierà complessivamente 20 miliardi di lire per realizzare itinerari ciclabili e pedonali nei principali centri - spiegano - anche se il finanziamento è esiguo, potrebbe far ridiventare la bicicletta un valido mezzo per gli spostamenti in città. Gli amministratori dovranno presentare un programma definito entro la scadenza del 10 dicembre, per poter accedere ai fondi”.
Gabriella Badano, esponente dei Verdi, intende farsi portavoce dei mezzi di trasporto ecologici. In un'interpellanza inserita all'ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, si chiede “maggiore attenzione verso problemi che riguardano soprattutto i più giovani, che percorrono in bici vie intasate dal traffico, e gli anziani, in cerca di angoli tranquilli”.

“Io stessa, quando mio figlio esce in bici, ho il cuore in gola - conferma Badano - la totale mancanza di un percorso ciclabile aumenta i rischi che devono affrontare i ragazzi. Sarebbe utile anche promuovere un corso di educazione stradale per gli alunni delle elementari, sul tipo di quello organizzato l'anno scorso ai giardini Toscanini. Per chi si sposta a piedi, la situazione è più confortante, grazie alla creazione di isole pedonali come quella di via XX Settembre. Ma da oltre un anno si attende una decisione per la realizzazione di un'oasi pedonale in via Cascione: il progetto si è arenato”.

La mancanza di piste riservate è avvertita anche dai responsabili delle società sportive, che raccolgono centinaia di giovani atleti e spesso organizzano iniziative non competitive destinate a corridori di tutte le età (Imperia in bicicletta, che pure quest’anno è saltata, è una di queste).
Anna Boriasco, presidente del Pedale Imperiese, sottolinea che “i disagi sono avvertiti soprattutto dai ragazzi. A Sanremo, è già stato presentato un progetto, mentre per ora, a Imperia, non sono ancora state formulate proposte concrete. Bisogna comunque restare con i piedi per terra. E' impossibile realizzare lunghi percorsi dalla Galeazza sino al Parasio, come qualcuno ha ipotizzato: si finirebbe per paralizzare la circolazione stradale”.

Nel frattempo, gli amministratori stanno prendendo in esame la possibilità di istituire tragitti riservati alle due ruote. Un primo esperimento è stato tentato alcuni mesi fa, impedendo il transito delle auto sul lungomare Vespucci e riservando l'area ai ciclisti. Ogni domenica mattina le biciclette diventavano le protagoniste assolute della zona. Giacomo Raineri, consigliere delegato allo sport, è chiaro. “L'iniziativa non ha avuto il successo sperato, dal momento che la scorsa primavera il tempo è stato inclemente e la temperatura era sotto la media – spiega – si è trattato di un primo passo, che ha comunque testimoniato la volontà di trovare una soluzione. Per ora, comunque, non è ancora stata individuata un'area adeguata e idonea. E non è detto che lo spazio più adatto sia quello di lungomare Amerigo Vespucci”.

Tra le proposte alternative avanzate dagli ecologisti c’è quella del recupero dell'Incompiuta tra Oneglia e Diano Marina.
“Sarebbe impensabile trasformare la strada a mare in una pista solo ciclabile, escludendo i pedoni – smorza gli entusiasmi lo stesso Raineri – comunque sia, se la struttura tornerà utilizzabile, sarà possibile magari affiancare un percorso per amanti delle due ruote”.

Giorgio Bracco