Politica - 06 ottobre 2026, 12:56

Porto di Imperia, il Pef da 159 milioni in Commissione: opposizioni all’attacco sui numeri

Investimenti, canoni, ricavi e sostenibilità dell’operazione al centro del confronto

Dopo la delibera di indirizzo votata la scorsa settimana dal consiglio comunale, è stato discusso in Commissione in vista della seduta prevista per lunedì prossimo quando il parlamentino imperiese sarà chiamato ad approvare il  Piano economico-finanziario per il completamento del porto turistico di Imperia è stato esaminato questa mattina in commissione, presenti i consulenti dell'Amministrazioni, i legali Pietro Piciocchi e Marco Rossi . Il documento, presentato al Comune da Marina di Imperia, società partecipata e concessionaria, dovrà, infatti essere approvato dal Parlamentino. L’obiettivo indicato è quello di arrivare all’assegnazione dell’appalto da 159 milioni di euro prima di Natale, "quindi a tappe molte forzate", come è stato sottolineato dalle opposizioni. 

Le minoranze, inoltre, hanno sollevano dubbi sulle modifiche al Pef e chiesto chiarimenti sui numeri del progetto, dagli investimenti previsti ai ricavi, fino alla marginalità e alle ricadute occupazionali.

Perplessità sui dati economici sono state espresse anche da Lucio Sardi, di Avs, che ha posto l'accento sulle previsioni contenute nel piano, giudicando poco credibili alcune delle cifre indicate per le opere e per le attività previste: "Ci sono dei dati di previsione sui quali abbiamo sollevato delle perplessità. Per le opere a terra vengono indicati 7 milioni di euro, mentre per gli ormeggi 8 milioni. Sono dati che riteniamo poco credibili. Lo stesso vale per la discoteca, alla quale viene attribuito un investimento di un milione di euro".

Un altro elemento evidenziato dal capogruppodi Avs riguarda l'incremento dei canoni, indicato nell'ordine del 30 per cento. Ma, secondo Sardi, il nodo centrale resta la quantificazione del canone di sub-concessione e la sua effettiva sostenibilità economica: "Il punto vero è il canone di sub-concessione: bisogna capire se sia credibile la cifra di 4 milioni e 800 mila euro", ha aggiunto.

Gli investimenti dovranno essere realizzati nell’arco di sei anni, mentre il quadro della concessione si estende fino al 2090. Il costo complessivo previsto per il completamento delle opere ammonta a oltre 148,5 milioni di euro oltre Iva, con gli interventi da portare a termine entro il 2032. Nel dettaglio, poco più di 10,6 milioni di euro riguardano opere diverse dagli edifici, mentre per le palazzine sul waterfront sono previsti 95,1 milioni di euro. 

A questi si aggiungono 11,5 milioni per le opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri, 8,8 milioni per le spese di progettazione e oltre 22,4 milioni per gli imprevisti. Sul fronte della copertura finanziaria, il 61,36% dell’investimento, pari a circa 91,1 milioni di euro, dovrebbe essere sostenuto attraverso risorse proprie, mentre il restante 38,64%, pari a circa 57,4 milioni, sarebbe coperto da un finanziamento bancario, integrato da un finanziamento ponte Iva di 8,345 milioni di euro. Il canone di affidamento posto a base di gara è fissato in 4,810 milioni di euro oltre Iva a partire dal 2027. Una cifra che, secondo quanto indicato nella proposta, dovrebbe garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’operazione, la redditività dell’affidatario e un’adeguata remunerazione per Marina di Imperia e per la collettività. Sul fronte dei ricavi, per i posti barca sono previsti a regime quasi 12,5 milioni di euro l’anno. 

Il piano considera 685 posti in gestione, mentre 552 resteranno a Marina di Imperia. A questi introiti si aggiungeranno quelli derivanti dalle attività a terra, con yacht club, albergo, cantieri navali, negozi e servizi, per i quali sono stimati ricavi a regime pari a circa 26,5 milioni di euro. Il prossimo passaggio sarà dunque quello in Consiglio comunale, dove il Piano economico-finanziario dovrà ottenere il via libera necessario a proseguire l’iter verso la gara e l’affidamento dell’intervento, con l’obiettivo di arrivare all’aggiudicazione entro la fine dell’anno.

Mentre le opposizioni chiedono che il Pef venga analizzato nel dettaglio, verificando la congruità delle previsioni economiche, la sostenibilità degli investimenti e la capacità del progetto di produrre i ricavi indicati, per l'Ammnistrazione il vicesindaco Giuseppe Fossati in chiusura ha dichiarato: "La base di gara è fissa. Saranno poi gli operatori economici a fare le proprie valutazioni e i necessari studi di fattibilità. Se riterranno che il progetto non stia in piedi dal punto di vista economico, saranno liberi di non partecipare alla gara. Da parte nostra ci saremmo aspettati dalle minoranze anche delle proposte migliorative, non soltanto rilievi e osservazioni critiche".