Attualità - 05 ottobre 2026, 12:37

Incendio boschivo a Pairola, rogo sotto controllo ma Rifondazione accusa la Regione

Nel mirino del partito la revoca dello stato di grave pericolosità del 21 settembre

È sotto controllo l'incendio boschivo divampato a Pairola, grazie all'intervento dei mezzi aerei e delle squadre impegnate sul terreno. L'emergenza riaccende però il dibattito sulla prevenzione degli incendi in Liguria, con Rifondazione Comunista che accusa la Regione di aver revocato troppo presto lo stato di grave pericolosità.

Nel mirino del partito c'è in particolare la decisione del 21 settembre, quando la cessazione dello stato di grave pericolosità è stata estesa all'intero territorio regionale. Secondo Rifondazione, la scelta non avrebbe tenuto conto delle differenze nelle condizioni meteorologiche tra il Ponente e il resto della Liguria. "Bastava una telefonata agli uffici periferici della Regione o a qualunque cittadino della provincia di Imperia per sapere che nel Ponente non era caduta una goccia di pioggia, contrariamente al centro e all'est della Regione", sostiene il partito.

"Un territorio come la Regione Liguria non è climaticamente omogeneo come chiunque sa e tanto più in tempi di disponibilità di una enorme quantità di informazioni meteo considerare che ciò che vale per Genova e La Spezia valga anche per Imperia è grave responsabilità per i danni che ne conseguono", si legge nella nota inviata alle redazioni.

Il partito sottolinea inoltre il costo degli interventi necessari per fronteggiare gli incendi, a partire dall'impiego dei Canadair. "I cittadini sostengono i costi per gli innumerevoli voli dei Canadair che si stanno susseguendo", afferma Rifondazione, secondo cui si sarebbe intervenuti quando il fuoco aveva già provocato i suoi danni". 

Nella nota viene, infine, difeso il ruolo degli agricoltori, invitando a non attribuire loro responsabilità che, secondo Rifondazione, devono essere valutate anche alla luce delle disposizioni regionali. "Che poi si dia la colpa ai contadini è come sparare sulla Croce Rossa. Gli agricoltori si devono fidare dei decreti regionali, certo anche mettendoci del proprio per considerare i rischi, ma se dall'alto arrivano permessi è difficile non prenderli in considerazione".