Giuseppe Barla, 17 anni, originario di Torrazza, sfiora la clamorosa impresa di conquistare il prestigioso titolo di campione italiano juniores di pallone elastico.
Tesserato per la Promosport di Imperia, Barla giocò l’andata sullo sferisterio, gremito come ai tempo d’oro, dei Piani, cedendo al forte Voglino. Stesso esito al ritorno, giocato ad Alba. “Se non ricordo male – torna oggi su quelle due partite Barla - a Imperia perdemmo 9 a 7 dopo una dura battaglia. Ad Alba, mi pare, finì invece 9 a 4. Ebbi anche un problema al gomnito che mi penalizzò, ma non accampo certo scuse. Sono passati tanti anni ma ricordo sempre molto volentieri quella doppia sfida. Anche perché, contro Voglino, nei mesi precedenti, in estate, vincemmo un importante trofeo giovanile, con la presenza sugli spalti del grande Augusto Manzo. L' anno dopo quella finale, con la neonata Juventus Imperia Hotel Ambassador vincemmo il campionato e l'anno successivo entrammo nel mondo dei “grandi”, conquistando il titolo di C1, che all' epoca era un campionato fortissimo”.
Barla giocò poi quasi per l’intera carriera in serie B, tranne tre anni in A, come spalla e l’ultimo come terzino, prima di appendere le bende di cuoio al chiodo.
Al fianco di Barla, il coach Enrico Cichina Piana schierò Giuseppe Benza, 17 anni, studente di Poggi, i terzini Roberto Acquarone, portorino, e Angelo Pellegrini, studente, residente a Villatalla. I piemontesi scesero i campo con Pier Paolo Vogliono, appunto, Rapalino, Raimondo e Olocco. Giuseppe Barla, grande promessa del balon imperiese, proseguirà sua brillante carriera, disputando diversi campionati senior in serie B.
Quasi sempre in B e due anni in A come spalla ed uno a fine carriera come terzino.Il presidente della Promosport, nata dalla fusione tra Pianese e Poggese, era Teresio Duberti, ds dell'Imperia Calcio. Il futuro del pallone elastico, allora, era davvero legato ai giovani. Nel settore, un oscuro e prezioso contributo era fornito dai responsabili del Centro addestramento della Federazione: l'infaticabile Piana, già fedelissimo terzino dell’epopea d’oro del grande Franco Balestra da Tavole, e dal professor di educazione fisica, Gianni Pico. Il centro, all’epoca, gestiva una novantina di giovanissimi atleti.