“No” al porticciolo turistico a Porto Maurizio, “sì” al recupero di aree dismesse o abbandonate, al potenziamento delle infrastrutture per il porto di Oneglia, al piano di rilancio della Valle del Prino, alla localizzazione di una zona di espansione dell'edilizia turistica nei pressi dello svincolo autostradale di Porto Maurizio.
Queste le prime indiscrezioni trapelate dal Comitato tecnico urbanistico della Regione, organismo che sta esaminando il piano regolatore di Imperia. Le decisioni non sono definitive, ma costituiscono gli indirizzi di massima verso i quali si sta orientando l'ente di controllo. L'esame del piano regolatore del comune di Imperia è per molti aspetti laborioso: il Ctu vi ha già dedicato tre sedute e molto probabilmente ne occuperà diverse altre, prima di concludere con una decisione definitiva. Il prg preparato dal Comune, infatti, aveva subito l'anno scorso dal medesimo Ctu una serie di pesanti osservazioni.
Il documento era apparso lacunoso e sostanzialmente limitato, anche come visione socio-culturale d'assieme. L'amministrazione comunale aveva dovuto ridiscutere il progetto e lo aveva poi rimandato alla Regione per l'esame definitivo corredato con ben 59 controdeduzioni. Controdeduzioni apparse, a giudizio di molti esponenti del Ctu, “arruffate e contraddittorie”: sembra che molte delle 59 voci di scontento siano destinate ad essere rigettate.
Il Ctu però, ha accolto le obiezioni relative alla Valle del Prino e alla zona di svincolo autostradale di Porto Maurizio, ritenendole valide e fondate. La Regione si riserverà una serie di modifiche interne ai piani particolareggiati. In primo luogo saranno abbassate le altezze degli edifici, ridotte le volumetrie, ridimensionate le aree, aumentate le distanze tra una costruzione e l'altra. Valgono per Imperia i criteri di recupero di aree per servizi ed infrastrutture che hanno improntato le decisioni del Ctu sino ad oggi per tutti i comuni costieri.