L'Italcementi "smobilita" lo stabilimento d'Imperia: la previsione è che resteranno soltanto venti dipendenti. La direzione generale dell'Italcementi ha deciso di ridimensionare l'attività dello stabilimento di via Argine Sinistro a Oneglia, lì dove lavora una cinquantina di persone tra operai e impiegati, numero destinato presto a calare sino a 20.
Al momento non c'è alcuna comunicazione aziendale ufficiale, tuttavia le voci di un forte ridimensionamento della fabbrica circolano da tempo in città e hanno già allarmato maestranze e organizzazioni sindacali. Per chiarire le reali intenzioni dell'Italcementi è previsto nei prossimi giorni un incontro tra i rappresentanti della società e quelli dei lavoratori. Franco Pullia, dirigente della Cisl, tiene a precisare che “ si teme che l’Italcementi intenda sospendere ogni attività di carattere industriale, oggi svolta ad Imperia, per concentrarla in un altro stabilimento di proprietà dello stesso gruppo, lasciando nel capoluogo rivierasco la sola attività commerciale di vendita del prodotto: in termini di occupazione significherebbe, se vero, che verrebbero eliminati dalla nostra zona circa trenta posti di lavoro. Nell'incontro cercheremo anche di accertare le reali intenzioni dell'azienda, questo per sapere che cosa, esattamente, la ristrutturazione di cui si parla, riservi alla nostra città: è ovvio che cercheremo di difendere la situazione attuale”.
Pullia ha accennato a un'altra iniziativa che, indirettamente, riguarda l’Italcementi e che, a suo parere, potrebbe aprire un nuovo, importante margine di occupazione.
“Da circa due anni – dice - l’Italpost, azienda Iri che studia nuovi progetti per conto del ministero delle Poste, ha proposto al Comune l’installazione, in un angolo dell'enorme terreno ora occupato dalla Italcementi, di un centro di meccanizzazione delle Poste che potrebbe dare lavoro a circa 140 dipendenti (non tutti, naturalmente, neo assunti), creando inoltre diverse attrezzature sociali e sportive a favore dei dipendenti. Tale centro dovrebbe sorgere nei pressi della zona che il piano regolatore ha destinato a sede della nuova stazione ferroviaria, una volta effettuato lo spostamento a monte e il raddoppio del tracciato ferroviario”.
“Per quanto ci risulta - conclude Pullia - il Comune, che attraverso le ultime amministrazioni aveva risposto che stava studiando il problema, non ha ancora preso alcuna decisione e l'Italpost pertanto, sta aspettando. Noi chiediamo che la questione sia sollecitata e, se possibile, risolta positivamente, anche se prevede una variante del piano regolatore che ha destinato l'area esaminata dall'Italpost all'insediamento di aziende artigiane”.