L'Amarcord - 12 settembre 2026, 16:35

L'AMARCORD DEL SABATO. Giugno 2001, prima visita ufficiale da ministro dell’Interno per Claudio Scajola

Bagno di folla, maxi schermo e misure di sicurezza eccezionali

La città accoglie il primo ministro imperiese della sua storia, Claudio Scajola. La visita è ufficiale: per il nuovo titolare del Viminale, scelto da Silvio Berlusconi, previste misure di sicurezza mai viste in precedenza e un maxi schermo per il pubblico che non potrà accedere in Comune. Era il 13 giugno 2001, più di venticinque anni fa. D’altro canto, era stato lo stesso Scajola a prometterlo: la prima visita ufficiale, qualunque fosse stato il suo ruolo nel nuovo governo, l'avrebbe compiuta a Imperia, la città dove è nato e risiede. La città dove è stato sindaco e, prima di lui, lo erano stati il padre Ferdinando e il fratello Alessandro. Promessa mantenuta.i

l nuovo ministro dell’Interno volerà da Roma e arriverà nella sala consiliare di viale Matteotti intorno alle 19. Incontrerà il sindaco, Luigi Sappa, e tutte le principali autorità civili, militari e religiose della provincia, per dare loro un saluto e illustrare il suo programma ministeriale. Saranno presenti anche i sindaci dei 67 comuni della provincia. Previsto un incontro con il prefetto Giuseppe Montebelli, al centro del dibattito la sicurezza e i problemi di attualità che riguardano da vicino Liguria e Ponente. 

Tra i più urgenti, quelli legati al G-8 di luglio a Genova e alla manifestazione nazionale di Forza Nuova, sempre a Genova, il 30 giugno, sulla quale Sandro Biasotti, presidente della Regione, si e pronunciato negativamente, chiedendo proprio al ministro Scajola che non venga autorizzata. “A un mese dal vertice internazionale c'è assoluto bisogno di stemperare le tensioni: dare spazio a Forza Nuova significherebbe creare le migliori condizioni per alimentare di nuovo vecchie ferite”, ha fatto sapere Biasotti.

In vista del ritorno a Imperia da ministro, si è subito messa in moto la macchina organizzativa: già predisporre le più rigide misure di sicurezza. La sala consiliare sarà riservata ai soli invitati. In sala giunta sarà allestita la sala stampa mentre , nell'atrio di Palazzo civico sarà a disposizione un maxi schermo per il pubblico. “Sono veramente soddisfatto per la nomina dell’amico Claudio e ancor più contento che, come del resto si era impegnato ancora prima di sapere che sarebbe stato designato al Viminale, abbia scelto la nostra città per la sua prima apparizione ufficiale in veste di ministro dell'Interno. E sono onorato di aver saputo della nomina direttamente da lui, l'altro giorno, con una telefonata che ribadisce il suo grande attaccamento a Imperia”, ha dichiarato il sindaco Luigi Sappa.

Scajola aveva mosso i primi passi da sindaco nel 1982 e qui era tornato come primo cittadino tra il '90 e il '95, per spiccare poi il volo verso una carriera politica più ambiziosa.
La prima giornata imperiese del neo ministro Scajola era cominciata, due ore prima dell’arrivo a Palazzo, con la visita alla tomba del padre Ferdinando, al cimitero di Oneglia. Un’ora più tardi, arriva in piazza della Vittoria e sale con i familiari a salutare la madre, Maria Vittoria Truini. Si ferma una mezz'oretta e, dopo una brevissima sosta in Prefettura, dove prefetto e questore a tempo di record gli hanno ricavato un mini-alloggio, di cui potrà servirsi, anche per lavorare, ogni volta che tornerà a Imperia. 

Alle 19.15 sugli scalini del Comune si leva un fragoroso applauso: il ministro è arrivato. Durante il suo intervento trova anche il modo di scherzare con Davide Berio, il sindaco di sinistra che lo aveva sconfitto nel '94. “Volevo fare il sindaco, mi ritrovo ministro dell'Interno”, osserva ricordando l'episodio dal quale è poi iniziata la sua ascesa politica: parlamentare, coordinatore di Forza Italia e ora ministro. Simpatico il  riferimento a San Leonardo, il patrono d’Imperia. “E’ il simbolo dell'unione cittadina, se n'era andato per approdare a Roma, e qui è tornato da santo dopo tanti secoli. Io, invece, voglio venirci da vivo”.

Più di due ore dopo, a cerimonia finita, Scajola che si era anche recato con la moglie Maria Teresa e il figlio Pier Carlo a salutare il suo staff elettorale nella sede di viale Matteotti, varca l'ingresso della villa dell’industriale Pietro Isnardi, alle Cascine, per una cena ristretta tra famigliari, parenti e amici, a base di pesce.

Giorgio Bracco