“Vale più questo riconoscimento mondiale che tutte le vittorie e i piazzamenti di prestigio che ho conquistato nella mia lunga carriera da atleta”.
Luciano Acquarone, 55 anni, detentore del record mondiale sui 10.000 metri categoria Masters, sarà insignito a Parigi del Diploma d'onore rilasciato dal Comitato internazionale per il Fair play. Il premio, che va a un atleta che pratica sport da quasi 40 anni, ricorda un episodio di lealtà sportiva avvenuto a Bruxelles nel 1972, durante un incontro di atletica tra la nazionale italiana e quella belga.
Acquarone, correva nella maratona. “Era la prima volta che portavo la maglia azzurra e correvo in una gara che significava, per i primi tre classificati, l'inclusione nella squadra che avrebbe partecipato alle Olimpiadi di Monaco – racconta emozionato - a metà corsa mi accorsi che un altro italiano, Francesco Demenego, stava per abbandonare perché in crisi di fame. Lo rincuorai e gli cedetti lo zucchero che avevo con me: pensavo soltanto, in quel momento, a non fare perdere punti alla nostra squadra. Rinfrancato, Demenego riprese e si classificò terzo degli Italiani mentre io finii quarto. Fu per questo che egli fu incluso nella squadra olimpica, mentre io fui escluso”.