Economia - 09 settembre 2026, 07:00

Ekhator e non solo: chi sono i giocatori cresciuti nei settori giovanili liguri e oggi in Serie A

Il calcio di provincia è il motore silenzioso del sistema calcistico italiano. Molto prima dei riflettori della Serie A ci sono i campi delle società di quartiere e i settori giovanili che trasformano una passione in un mestiere. È lì che le carriere iniziano davvero: nessuno arriva ai massimi livelli senza aver prima attraversato una realtà locale disposta a scommettere su di lui. La Liguria, in questo senso, è un caso emblematico: regione piccola per bacino e numeri, ha però una tradizione calcistica solida e continua a sfornare ragazzi capaci di arrivare fino alla massima serie. Ecco chi sono, oggi, i liguri che calcano i campi della Serie A.

Dai campi liguri alla massima serie

Jeff Ekhator

Nato a Genova nel novembre 2006, Ekhator ha mosso i primi passi al Don Bosco, società di base del quartiere di Sampierdarena, prima di entrare nel vivaio del Genoa a otto anni. Con i rossoblù ha esordito in Serie A a diciassette anni, chiudendo l'avventura ligure con 57 presenze fra campionato e coppe. Con impegno e dedizione Ekhator si è guadagnato la chiamata della Juventus, una delle società più prestigiose in Italia, anche se non più dominante come negli anni passati: anche quest'anno, infatti, secondo i bookmaker la Juve parte dietro a squadre più attrezzate come Inter e Napoli nella corsa scudetto. Puntare sulla Juventus campione d'Italia può quindi rappresentare una scelta rischiosa anche se, con tutti i bonus scommesse disponibili online, questa opzione può risultare sicuramente più interessante. Il trasferimento è stato ufficializzato il 1° luglio 2026, con un contratto fino al 2031. Il debutto in bianconero, però, si è fatto attendere: due problemi muscolari lo hanno frenato tra luglio e agosto.

Luca Ranieri

Difensore mancino nato a La Spezia il 23 aprile 1999, Ranieri è cresciuto nel vivaio della Fiorentina e si è costruito una carriera con la gavetta tra Foggia, Ascoli, SPAL e Salernitana. Tornato a Firenze, si è preso un posto stabile in difesa fino all'esordio in Nazionale maggiore, nel giugno 2025 contro la Moldova.

Patrizio Masini

Anche Masini è nato a La Spezia, il 27 gennaio 2001, ma si è formato nel vivaio del Genoa, con cui ha totalizzato 54 presenze in campionato. Il suo percorso in Serie A prosegue lontano dalla Liguria: il passaggio al Frosinone è stato ufficializzato il 10 agosto 2026, in prestito con obbligo di riscatto e contratto quadriennale.

Lorenzo Venturino

Genovese, classe 2006, esterno offensivo, Venturino è un altro prodotto del vivaio del Grifone. Nella seconda parte della 2025/26 lo ha preso in prestito la Roma, con cui ha raccolto dieci presenze in Serie A. Senza riscatto, in estate è tornato al Genoa per ritagliarsi più spazio.

Andrea Cambiaso

Genovese del 2000, si è formato tra Albissola, Savona, Alessandria ed Empoli prima di imporsi al Genoa, consacrarsi al Bologna e passare alla Juventus nell'estate 2023. La sua parabola dimostra che dai campi liguri si arriva in cima, quasi sempre passando dalle categorie minori.

Stephan El Shaarawy

Nato a Savona il 27 ottobre 1992, cresciuto prima nel Legino e poi nel vivaio del Genoa dai quattordici anni, El Shaarawy - arrivato anche a vestire la maglia della nazionale maggiore tra il 2012 e il 2024 - aveva esordito in Serie A con il Grifone il 21 dicembre 2008, a soli sedici anni, per poi affermarsi al Padova in prestito e successivamente al Milan. Dopo una parentesi al Monaco è approdato alla Roma di cui ha vestito la maglia dal 2016 al 2026 con una sola parentesi di un biennio trascorso in Cina. A settembre 2026 dopo aver rifiutato l'Arabia Saudita, è tornato al Genoa da svincolato dopo l’esperienza alla Roma, chiudendo il cerchio nel club che lo ha lanciato.

Perché i vivai liguri servono al futuro degli Azzurri

Il tema non riguarda solo la Liguria. L'Italia è rimasta fuori dai Mondiali per la terza edizione consecutiva, eliminata ai playoff dalla Bosnia, e il dibattito sul ricambio generazionale è tornato centrale. Un ct nuovo, da solo, non basta: servono giocatori italiani che arrivino in prima squadra con continuità, e quei ragazzi nascono nei settori giovanili. Per questo il lavoro delle società territoriali è decisivo. Realtà come l'Imperia Calcio, che ha avviato un progetto di scouting dedicato ai giovani talenti del ponente ligure, sono il primo gradino di una scala che può portare fino alla Serie A e, un giorno, alla maglia azzurra. Investire lì è l'unico modo perché i prossimi Ekhator non restino un'eccezione.




 


 


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