Vela - 04 settembre 2026, 17:20

Vele d’Epoca, il dato sulle presenze al centro del confronto

Il conteggio degli iscritti indica 48 scafi, mentre l’organizzazione parla di oltre 50

La 40ª edizione del Raduno di Vele d’Epoca va verso la conclusione. Il controverso dato sulle presenze può essere letto in un senso o nell’altro. Ma, al di là di interpretazioni e giudizi, resta un elemento che va semplicemente registrato: la realtà dei fatti. E, in questo caso, è proprio da un dato concreto che occorre partire.  

Il Raduno 2026 ha avuto il grande merito di portare nel bacino portorino e all’ammirazione di tutti gli imperiesi un mitico periodo della storia della vela con la presenza di dieci scafi della classe 12 metri stazza internazionale che, dal 956 al 1987, regatavano per la conquista della Coppa America mentre nelle nostre acque hanno dato vita ad un fantastico Campionato Mondiale della classe

Dopo si è aperto il Raduno che festeggiava i 40 dalla nascita con il solito ma sempre stupefacente spettacolo di legni pregiati e da ottoni tirati a specchio. Se siano tanti o pochi gli scafi ormeggiati alla banchina di Calata Anselmi è del tutto ininfluente al confronto dello spettacolo ma la matematica dice che sono 48, mentre l'organizzazione sostiene che siano più di 50. 

 Il conteggio ʽmanualeʼ e la lista degli iscritti confermano quel numero che, in nome della verità e buonafede, non può essere ignorato o divenire elemento divisivo di una contesa inutile. 

Tra l’altro, l’elenco degli iscritti comprende anche due scafi della classe 12 metri che sono in regata anche per il Raduno: Kiwi Magic, già protagonista nel Mondiale appena concluso, e France I, un esemplare dei più longevi.  Ovviamente, se alle 48 barche si aggiungono i 12 metri del Mondiale o anche solo i tre che sono rimasti nei primi due giorni del Raduno, allora la partecipazione è superiore ai 50. 

Ino Gazo