L'Ept (Ente provinciale per il turismo) di Imperia ha compiuto un interessante studio sulla composizione geografica dei turisti stranieri che sono giunti in Riviera nei primi sette mesi dell'anno, rapportando le cifre con quelle del periodo analogo del 1979.
“Lo studio – conferma il presidente, Andrassy Falciola - è utile per stabilire le variazioni che intervengono nelle stagioni e, anche, per giudicare l'efficacia di talune manifestazioni pubblicitarie, oltre che per approntare migliori strumenti propagandistici per il futuro".
In termini generali è stato rilevato negli arrivi un incoraggiante +8%: dai 137.295 dell’anno scorso si è passati ai 148.263 di questo. Nello stesso periodo l'aumento negli arrivi degli italiani è stato invece del +18% rispetto al 1979, passando da 239.346 a 281.605. Le presenze degli stranieri sono diminuite, sempre rispetto al 1979, del 2%, passando da 1 milione e 25.544 a 1 milione 3.755. Le presenze italiane sono salite dell’11%, passando da 2.147.454 a 2.391.775. Forse una prova che, almeno per i primi mesi dell'anno, la crisi economica aveva maggiormente colpito le nazioni straniere, abituali clienti dell'Italia, che non la nostra.
I dati raccolti dall'Ept confermano ancora una volta che la miglior riserva è la Germania: le presenze tedesche sono state 392.658 nettamente superiori a tutte le altre. Anche se, rispetto al 1979, è stato rilevato un calo dell’11%. Nella classifica degli ospiti seguono: Paesi Bassi (91.879), Belgio (88.720) e Regno Unito (85.476), quasi a pari merito con la Francia (84.338). La Svizzera, ha fatto registrare 71.711 presenze ed è seguita da Svezia (47.212) e Austria (33.256). Fanalini di coda: Danimarca (27.983) e Finlandia (12.268).
“Poiché a questi dati mancano ancora le cifre relative ad agosto e settembre, non è ancora possibile trarre conclusioni definitive – conclude Falciola – la tendenza ad accorciare il periodo di permanenza è generalizzata. Molti turisti hanno dichiarato, ad esempio, che devono risparmiare, tagliando le vacanze, in quanto d'inverno, devono spendere di più per il riscaldamento”.