Accadde Oggi - 31 agosto 2026, 09:19

ACCADDE OGGI, 31 agosto 1978. Il Comune espropria la chiesetta dei cavalieri di Malta, l’ex albergo dove riparò anche il grande Petrarca

Diventerà presto un museo

L'antico “albergo” di Porto Maurizio, dove nel 1343 alloggiò anche Francesco Petrarca, sarà espropriato dal Comune che vuole aprirlo al pubblico per iniziative storico-turistiche, come potrebbe essere un museo navale.

Si tratta della chiesa dei cavalieri di Malta, in Borgo Marina, tramutata da qualche decennio in deposito di botti nonostante i suoi pregi storici e architettonici. La decisione è stata presa dall'amministrazione comunale dopo che il ministero dei Beni Culturali e Ambientali aveva espresso parere favorevole. La chiesa nacque nel XII secolo per opera dei cavalieri di Malta come rifugio per i naviganti durante la notte: data l'insicurezza dei tempi, le porte della vecchia Porto Maurizio, arroccata in alto, venivano chiuse alla sera e chi arrivava con le barche non poteva entrare nel paese che il giorno dopo. 

Il piccolo edificio è costruito in pietra viva e rimane in larga parte ancora intatto nella sua struttura primitiva. Il compianto  professor Lamboglia, storico e archeologo di fama, era convinto che con adeguate opere di scavo e di restauro, la chiesa avrebbe potuto riassumere in pieno il suo aspetto originario, rivelando preziose caratteristiche ora nascoste e risalenti forse all’epoca romana. Petrarca parla di questa chiesa – e di Porto Maurizio - in una sua lettera al cardinale Giovanni Colonna: “Partitomi da Avignone – scrisse - ero venuto per terra sino a Nizza dove, a cagione di maggiore prestezza, mi ero imbarcato. Giunti di notte nel porto di Monaco, il domani, per cattivo tempo, vi si dov’è trattenere. Il dì dopo, sciogliemmo le vele con tempo dubbio. Sobbalzati tutto il giorno dalle onde, giungemmo, a notte appena inoltrata, a Porto Maurizio. Onde non si poté entrare nel castello. Bisognando contentarmi dell'ospizio litorale e di nautico letto, di avere di che condire la fame, di sonno e della stanchezza, presi a sdegnarmi più gravemente; ed ebbi saggio delle vicende del mare. Che più? Volti la notte in mente vari consigli, in sull'aurora deliberai sostenne piuttosto l'asprezza terrestre del pormi in balia del mare. Rimandai perciò sul bastimento i fumigli; e fu fortuna propizia al mio disegno…”.

Giorgio Bracco