Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere dem Ivan Bracco
Gentile Direttore,
in merito all’articolo pubblicato sul giornale online da Lei diretto, a firma di Giorgio Bracco, dal titolo “Accadde oggi, 29 agosto 1992. Il sindaco Scajola: ‘Sviluppo di Imperia legato a porto e grandi opere: il partito dei contro va sconfitto’”, vorrei fare alcune riflessioni che ritengo necessarie per contribuire a fare chiarezza, una volta per tutte. Leggendo quell’articolo, mi è venuto spontaneo pensare che, in questi anni, sia trascorso soltanto del tempo, mentre ben poco sembra essere cambiato. Anzi, per certi aspetti, temo che alcune modalità di fare politica siano persino peggiorate. Mi riferisco, in particolare, alla tendenza ad attribuire ad altri le responsabilità delle difficoltà di chi governa. Il ritornello sembra essere sempre lo stesso: il partito dei contro, chi vuole distruggere, chi rema contro e così via.
Quando un consigliere comunale, e quindi una parte dell’elettorato che egli rappresenta, esprime una posizione diversa da quella del Sindaco, anziché aprirsi un confronto sulle ragioni del dissenso, sembra nascere un problema. E da lì può iniziare una vera e propria campagna di delegittimazione personale, fatta di giudizi sull’ignoranza, sulla preparazione, sul fatto che qualcuno “non studia”, fino ad arrivare persino a mettere in discussione la dizione o il modo di esprimersi. Credo che questo non sia il modo corretto di intendere la politica. Quando si amministrano una città e un territorio e, soprattutto, quando si assumono decisioni capaci di modificarne in maniera sostanziale il futuro, la democrazia impone a chi governa di confrontarsi serenamente con le opposizioni, ascoltarne le ragioni, valutarne le proposte e, se necessario, farne tesoro prima di assumere le proprie decisioni.
Questo confronto, a mio avviso, non è mai realmente avvenuto. E la vicenda legata alla pratica del “Presidio Amico” ne rappresenta, almeno per me, l'ultimo esempio. Tengo particolarmente a che i cittadini conoscano un aspetto della mia esperienza politica. Malgrado in questi tre anni di attività abbia mantenuto una linea di opposizione dura e intransigente, ho cercato per ben due volte di aprire un confronto con il Sindaco, con l’obiettivo di trovare una possibile mediazione sui temi che ritengo più importanti per il futuro della nostra città: il lavoro per i giovani, la portualità e il sociale.
Esattamente un anno fa, attraverso una persona a lui vicina, ho chiesto un incontro per cercare di costruire una tregua politica sui temi e sulle questioni di maggiore interesse per Imperia. Non ho ricevuto alcuna risposta. Siccome sono un testone e credo ancora nel valore del dialogo, due mesi fa ho tentato nuovamente un approccio, questa volta attraverso un’altra persona vicina al Sindaco. Anche in questo caso, nessun riscontro. Anzi, la risposta è arrivata sotto forma di una denuncia.
Sia chiaro: io non ho mai chiesto un baratto politico. Non ho chiesto accordi sottobanco né compromessi sulle mie convinzioni. Ho chiesto semplicemente un confronto costruttivo, quello che dovrebbe esistere in una democrazia nel rispetto dei ruoli e delle diverse posizioni politiche.
Questo confronto non c’è stato. Per questo motivo, ritengo che non esista alcun “partito dei no”. Esiste, piuttosto, una parte della politica che esercita il proprio ruolo di opposizione e che ha il dovere di controllare, criticare, proporre e, quando necessario, dire no.
Il problema, forse, è che esiste un uomo che dimostra una particolare difficoltà a dialogare con chi interpreta l’amministrazione della cosa pubblica attraverso modalità profondamente differenti dalle proprie.
E questa, a mio giudizio, è una debolezza politica, non una forza. Il confronto con chi dissente non dovrebbe essere vissuto come una minaccia. Al contrario, dovrebbe rappresentare una risorsa per chi governa. Perché le opposizioni non rappresentano un nemico da sconfiggere, ma una parte della comunità che ha diritto di essere ascoltata e rispettata. È giusto, quindi, che i cittadini sappiano che io ho provato a dialogare. L’ho fatto due volte, su questioni che considero fondamentali per il futuro della nostra città, senza ottenere alcun risultato. Per questo sono a posto con la mia coscienza.
Ho scelto di fare politica per Imperia e continuerò a farlo con determinazione, mantenendo fede agli impegni e alle promesse che ho assunto nei confronti dei cittadini della mia amatissima città.
Il dissenso non è distruzione. Il confronto non è debolezza.E dire “no” quando lo si ritiene necessario non significa essere contro Imperia: significa, semplicemente, esercitare il proprio ruolo.
Cordiali saluti.
Ivan Bracco