L'Amarcord - 29 agosto 2026, 13:18

L’AMARCORD DEL SABATO. “Imperia città più cara d’Italia”. Tutti d’accordo: “L’eccessiva proliferazione di attività finisce per colpire i consumatori”

Allo studio il piano per trasformare il Parasio in una piccola Saint Paul de Vence

Imperia, primavera 1979, 47 anni fa… In città c’è un esercizio commerciale ogni 86 abitanti, la media nazionale è un negozio ogni 140 abitanti. Un’eccessiva proliferazione di attività, negli ultimi anni, che ha fatto acquisire a Imperia il non desiderato appellativo di città capoluogo più cara d'Italia

Questa è la constatazione più importante emersa durante il recente incontro fra i rappresentanti degli operatori commerciali, l'amministrazione comunale e i tecnici della Somea, società che per conto del comune ha svolto una dettagliata analisi sulla composizione del tessuto commerciale imperiese. Per eliminare gradualmente questa polverizzazione è allo studio un piano che dovrebbe concretizzarsi in una nuova regolamentazione del rilascio delle nuove licenze e del rinnovo di quelle preesistenti. 

In effetti, senza volere mortificare eventuali iniziative, tutti sono stati concordi nell'affermare che “qualcosa bisogna fare per difendere i commercianti ma anche, e soprattutto, i consumatori”, costretti a pagare un prezzo esorbitante per ogni articolo acquistato. “Un negozio con soli 80-90 clienti deve per forza caricare maggiori spese generali”, è stato confermato dagli esperti. Il piano in preparazione prevede, pertanto, limitazioni che potranno anche giungere, per certe zone e per certi articoli, al rifiuto puro e semplice di nuove licenze, mentre sarà anche regolamentata la cessione di quelle già rilasciate per evitare che si perpetuino. I partecipanti hanno però convenuto che “per taluni articoli e per talune zone della città, si dovrà prescindere da criteri troppo stretti, e questo allo scopo di rilanciare i rioni storico-turistici dove sarebbe auspicabile si creassero centri di produzione e rivendita artigianale o di antiquariato”.

Caso emblematico è il Parasio, culla della vecchia Porto Maurizio. Questo borgo, di grande bellezza, è andato gradualmente decadendo per l'allontanamento di ogni attività commerciale e artigiana. Per riattivarlo, sia il Comune sia l'Azienda di soggiorno puntano sul turismo: si vorrebbe ottenere che il quartiere diventi centro di richiamo cittadino utilizzando i molti fondaci esistenti, attualmente quasi tutti chiusi. Secondo la regolamentazione generale per il rilascio delle licenze, i vecchi magazzini e depositi non potrebbero essere utilizzati per questa trasformazione: occorrerà approvare una deroga che permetta, a chi vorrà, di sfruttarli per attività specifiche (artigianato, studi di artisti, negozi di antiquariato o di souvenir), indipendentemente dallo spazio disponibile.
Il Parasio – è stato osservato nell’incontro - se ben sfruttato, potrebbe diventare una piccola Saint Paul de Vence rivierasca, con capacità di richiamo turistico utile poi all'intera città”.

Giorgio Bracco