Una volta erano i ricci i pericoli dei bagnanti, adesso a turbare ci sono piccoli pesci che mordono. Tempo fa, infatti, nell’acqua di alcune spiagge imperiesi sono avvenuti episodi che non hanno assolutamente il peso del pericolo anzi, più che altro, hanno il senso della curiosità causata dalla stranezza del comportamento di pesci apparentemente insignificanti. Il fastidio di quella ʽmorsicaturaʼ è veramente passeggero e provoca qualcosa di simile a una puntura di spillo. Insomma una situazione che non è assolutamente preoccupante e che non influisce per niente sulla qualità delle acque balneari imperiesi.
Certo che un episodio accaduto poco tempo fa ha fatto nascere dubbi e interrogativi. Una signora in acqua nei pressi dello scoglio della Galeazza è tornata a riva con una ferita sanguinante sulla gamba e accusando la morsicatura di un pesce. La vittima aveva spiegato la sua ferita con la delicatezza dei suoi capillari ma, dopo vani tentavi di fermare la modesta emorragia, un’ambulanza l’aveva trasferita al pronto soccorso.
“Certo la specie degli sparidi è carnivora, – spiega Stefano Angiolini, biologo marino dell’Acquario di Genova – ma si tratta di pesci piccoli che vivono vicino a riva e, al massimo, possono dare qualcosa di simile a un pizzico, più o meno forte”. Quindi non è proprio un allarme tale da rovinare le ferie al mare. Rimane, comunque, il fatto che questi comportamenti avvenuti nelle acque imperiesi non siano isolati. “Anche sulle coste del Cilento che conosco molto bene – prosegue Angelini – sembra ci siano stati fenomeni simili pubblicati dalla stampa locale ma è sempre stato difficile avere concreti riscontri”.
Allora rimane da capire che cosa stia cambiando nel nostro mare. “Qualcuno ipotizza che l’aumento delle temperature dell’acqua salata – è la possibile spiegazione del biologo – possa influenzare e aumentare il metabolismo dei pesci tanto da farli diventare aggressivi ma potrebbe essere anche una forma di difesa del loro territorio che noi umani invadiamo”.
Purtroppo si rimane sempre nel campo delle ipotesi che, fortunatamente, non devono spiegare situazioni di forti pericoli. “Il clima può influenzare comportamenti anomali – è la conclusione di Gentilini – ma credo che questi episodi siano da attribuire alla casualità”.