Politica - 28 agosto 2026, 11:10

AL DIRETTORE. Manifestazioni estive a Imperia, Zarbano: "Manca una regia"

"Il confronto con la provincia non è polemica, è una realtà dalla quale prendere spunto"

Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere di Imperia Senza Padroni, Luciano Zarbano

Da oggi fino al 6 settembre Imperia ospiterà Le Vele d'Epoca – Imperia Sailing Week: quarant’anni di manifestazione, oltre sessanta barche in porto e, per la prima volta, il Mondiale della classe 12 Metri, gli scafi che hanno fatto la Coppa America. Agli organizzatori, agli equipaggi, ai volontari, alle associazioni e agli operatori economici va un augurio che non è di circostanza: Buon Vento! Lo dico volentieri e senza riserve. Ma proprio perché funziona, questa manifestazione impone una domanda scomoda. Perché quello che riesce alle Vele d’Epoca non riesce al resto dell’estate imperiese?

Le Vele funzionano perché hanno un nome che si conosce fuori dalla provincia, una storia lunga quarant’anni e una data che gli appassionati annotano con un anno di anticipo. Si tratta, in una semplice parola, della Manifestazione. Il resto del calendario estivo imperiese, con tutto il rispetto per chi lo riempie, è fatto in larga parte di presentazioni di libri, cover band e gruppi locali: serate spesso gradevoli, alle quali però da fuori non viene nessuno.

Il confronto con la provincia non è polemica, è una realtà dalla quale prendere spunto. Quest’estate Diano Marina ha portato sul palco Rita Pavone, Tosca, Alberto Fortis, Luca Barbarossa e Fabio Concato. Sanremo ha ospitato Goran Bregovic, Paola Turci, Ron, John Scofield, i concerti dell’Orchestra Sinfonica e una rassegna letteraria con Maurizio De Giovanni, Serena Bortone e Concita De Gregorio. Taggia ha chiuso il Ferragosto con il frontman dei Negrita e ha messo in scena il Macbeth all’Anfiteatro del Castello. Imperia, nello stesso periodo, ha avuto gli incontri con Paolo Mieli e Aldo Cazzullo, ma poco altro capace di far muovere qualcuno da fuori città.

C’è poi un secondo elemento che l’Amministrazione dovrebbe spiegare: il calendario comunale, che a luglio conta trentasei appuntamenti, ad agosto scende a ventuno. Si dirada, cioè, esattamente nel mese in cui la città ospita il maggior numero di visitatori.

Il punto non è la buona volontà, che a Imperia c’è e pure in abbondanza. Quasi metà del calendario estivo è organizzato dai CIV, dalle parrocchie, dai comitati, dalle associazioni e dagli operatori privati. A loro va il ringraziamento più sincero, perché senza di loro buona parte dell’estate imperiese semplicemente non esisterebbe. Ma un'amministrazione non può appaltare ai cittadini la propria politica turistica e poi presentarne il risultato come un suo programma.

Quello che manca non sono le idee né le energie: manca una regia. Manca un calendario chiuso in primavera, quando i turisti decidono dove andare, e non a giugno, quando hanno già deciso. Manca la scelta di puntare su più manifestazioni capaci di portare gente da fuori, invece di disperdere le risorse in una serie di serate che si consuma tra residenti. E manca una promozione coordinata, che dia a Imperia, capoluogo di Provincia, l’identità estiva che i Comuni vicini si sono costruiti con mezzi non superiori ai nostri.

Non chiedo all’Amministrazione di fare autocritica: chiedo di cominciare adesso a lavorare all’estate 2027, non a giugno prossimo. Per dieci giorni avremo sotto gli occhi che cosa sa fare questa città quando una manifestazione ha un nome, una storia e una regia. Quarant’anni di Vele d’Epoca non sono nati per caso: sono nati perché qualcuno, nel 1986, decise che questa manifestazione si sarebbe rifatta ancora. Sarebbe frustrante limitarsi a guardarle passare.

Dunque buon vento agli equipaggi, e buon vento Imperia, ma una città non può affidare la propria estate a una sola manifestazione e alla buona volontà di chi organizza gli altri appuntamenti da sé.