È partita nel migliore dei modi la diciannovesima edizione dell’Imperia-Limone a piedi, la lunga traversata organizzata da Monesi Young che anche quest’anno ha riportato gli escursionisti dalle rive del mare verso le Alpi Liguri, seguendo antichi percorsi e quella che un tempo era una delle principali vie di collegamento tra la costa e il Piemonte.
La prima giornata, quella di ieri, ha portato 27 camminatori, accompagnati da quattro guide, da piazza Dante a Imperia Oneglia fino al Colle d’Oggia, dopo circa 22 chilometri di cammino e 1.300 metri di dislivello. Ritrovo alle 6.30 e arrivo intorno alle 17.15, con diverse soste lungo il percorso.
Un gruppo volutamente contenuto, pensato non soltanto per ragioni organizzative, ma soprattutto per consentire a ciascuno di vivere l'esperienza secondo i propri ritmi. Una filosofia che Alessandro di Monesi Young sintetizza così: «In un gruppo così ristretto vogliamo essere inclusivi nei confronti di tutti e permettere a ognuno di andare alla velocità che ritiene più opportuna, per godere del territorio e del proprio tempo di cammino».
Dal mare verso l’antica Via del Sale
La partenza è avvenuta nel cuore di Oneglia. Da piazza Dante il gruppo ha attraversato la zona della pista ciclabile e Borgo Trento, iniziando progressivamente a lasciare alle spalle la città.
Poi la salita, inizialmente tra asfalto e vecchi tracciati, fino a raggiungere il crinale che divide le valli dell’entroterra imperiese.
È qui che l'Imperia-Limone racconta una delle sue storie più importanti: quella delle antiche vie che collegavano il mare al Piemonte, percorsi utilizzati nei secoli per il trasporto e lo scambio delle merci e oggi restituiti agli escursionisti.
Un itinerario che Monesi Young propone da 19 anni proprio con l'obiettivo di far conoscere un entroterra che, spesso, è sorprendentemente poco conosciuto anche da chi vive a pochi chilometri di distanza.
«L’Imperia-Limone si identifica sempre per questo attraversare i nostri borghi, conosciuti da noi della città e delle zone limitrofe, ma forse meno conosciuti dalle persone che partecipano all’esperienza», ha raccontato Alessandro.
Quest'anno, infatti, nel gruppo ci sono anche due partecipanti arrivati da Pordenone, per i quali il viaggio è diventato anche una scoperta geografica e culturale.
Quattro guide per raccontare il territorio
Non soltanto chilometri e dislivello. Il valore aggiunto dell'Imperia-Limone è proprio nella possibilità di leggere il territorio mentre lo si attraversa.
Le quattro guide hanno accompagnato i partecipanti raccontando flora, fauna, storia, periodo della Resistenza e vicende legate alla guerra, trasformando la camminata in un vero viaggio attraverso il territorio.
«A volte ci chiedono: qual è quel paese? Qual è quell’altro? Ci sono persone che dicono che sono anni che non ci andavano e altre che invece non conoscevano proprio quei luoghi», ha spiegato Alessandro.
E poi c'è la gastronomia, altro elemento centrale dell'esperienza. Monesi Young punta infatti sulla filiera corta e sui prodotti del territorio, facendo incontrare la fatica del trekking con i sapori dell'entroterra.
Il pranzo al Monte Acquarone: il vero chilometro zero
Dopo la salita, il gruppo ha raggiunto la Cappella del Monte Acquarone, dove ad attenderlo c'era il pranzo preparato dallo staff.
Panini con il pomodoro del contadino, formaggi del pastore, torta fatta in casa e caffè preparato con la moka.
Un momento apparentemente semplice, ma che rappresenta perfettamente la filosofia della manifestazione.
«Quei valori e quei sapori sono proprio della nostra terra. È il cosiddetto chilometro zero», ha sottolineato Alessandro.
Il percorso è quindi proseguito verso il Colle d'Oggia. Il caldo inizialmente preoccupava gli organizzatori, tanto da spingere lo staff a prevedere più soste per l'acqua, sia al mattino sia nel pomeriggio.
Poi, però, il meteo ha dato una mano ai camminatori.
Nel corso della seconda parte della giornata sono comparsi grossi nuvoloni e qualche minaccia di pioggia. Alla fine non è arrivato il temporale, ma quelle nuvole hanno contribuito ad abbassare le temperature e a rendere più piacevole l'ultima parte della tappa.
Al Colle d’Oggia la sorpresa: tende montate e birra fresca
La fatica della prima giornata è terminata al Colle d’Oggia, dove i partecipanti hanno trovato quello che per molti è uno dei momenti più attesi dell'intera esperienza: il campo base già allestito.
Tende montate, cena pronta e una birra fresca hanno accolto i camminatori al termine dei 22 chilometri.
Anche la cena è stata preparata dallo staff utilizzando prodotti locali. Poi il meritato riposo, in attesa della seconda tappa e di una notte sotto le stelle.
Il modello organizzativo dell'Imperia-Limone è del resto costruito proprio per permettere ai partecipanti di concentrarsi sul cammino senza dover portare sulle spalle tutto ciò che serve per quattro giorni.
«In 19 anni siamo migliorati molto»
Quella appena iniziata è la diciannovesima edizione dell'Imperia-Limone. Un traguardo che per Monesi Young significa soprattutto esperienza accumulata e capacità di rendere l'evento sempre più accessibile.
«In questi 19 anni ritengo che noi, come guide, come associazione e come volontari, siamo migliorati molto nella preparazione di questo evento», ha spiegato Alessandro.
L'obiettivo è consentire a persone con un minimo di allenamento di affrontare un trekking impegnativo senza trasformarlo in una gara contro la fatica.
Tutto viene studiato nei dettagli: gli orari dei pasti, le soste, l'idratazione, la logistica e l'assistenza.
Nel gruppo, ha spiegato Alessandro, sono presenti anche un nutrizionista, una fisioterapista e una dottoressa, oltre alle guide.
«Riempire l'acqua ogni tre ore aiuta a idratarsi, ma aiuta anche a portare meno peso. Non avere lo zaino dietro aiuta a vivere un'esperienza sicuramente più leggera», ha raccontato.
Ed è proprio questa la caratteristica che distingue l'Imperia-Limone da un normale trekking di più giorni: il partecipante cammina, mentre lo staff si occupa di tutto il resto.
Una storia lunga 19 anni
L'Imperia-Limone a piedi è ormai una delle esperienze più consolidate dell'outdoor del Ponente. Le prime edizioni risalgono infatti a quasi vent'anni fa e già nel 2011 la manifestazione veniva raccontata come un appuntamento capace di unire Imperia, l'entroterra ligure e Limone Piemonte attraverso quattro giorni immersi nella natura.
Oggi il format continua a mantenere la sua identità: circa 100 chilometri complessivi in quattro giornate, lungo antichi itinerari, attraversando borghi, montagne e paesaggi delle Alpi Liguri. La diciannovesima edizione è in programma dal 22 al 25 agosto 2026.
Un'esperienza che nel tempo è diventata anche uno strumento concreto di promozione dell'entroterra.
E non è un caso che la manifestazione sia stata costruita intorno alla filiera corta, alla sostenibilità e alla valorizzazione ambientale: l'evento viene infatti presentato come un'“Ecofesta”, con attenzione alla riduzione dei rifiuti, alla raccolta differenziata e all'utilizzo di prodotti locali.
Il grazie ai volontari e alle istituzioni
Dietro i 31 componenti del gruppo che ieri hanno raggiunto il Colle d'Oggia c'è una macchina organizzativa fatta soprattutto di volontari.
«Nessuna guida e nessun volontario dello staff percepisce uno stipendio o un rimborso», ha ricordato Alessandro, evidenziando come la manifestazione sia il risultato della passione di chi continua a credere nella possibilità di raccontare il territorio attraverso il cammino.
Un lavoro sostenuto anche dalla UISP, che accompagna l'iniziativa ormai da molti anni, e dalle istituzioni locali e territoriali che ne hanno riconosciuto il valore nella promozione dell'entroterra.
«È resa possibile dai volontari e dalla nostra voglia di continuare a promuovere il territorio», è il senso del messaggio di Monesi Young.
Ieri, dunque, è stato soltanto il primo capitolo.
Ventidue chilometri, 1.300 metri di dislivello, una lunga salita dal mare alla montagna e un campo base sotto le stelle. La diciannovesima Imperia-Limone ha iniziato così il suo viaggio verso Limone Piemonte.
E dopo la prima notte al Colle d'Oggia, per i 27 camminatori e le quattro guide era già tempo di guardare avanti: la seconda tappa li attendeva oggi