Cronaca - 21 agosto 2026, 11:51

Santa Brigida e Cà dei Pirei senz’acqua dal 31 luglio, la rabbia degli abitanti: “Sembra di vivere un incubo”

Ivan Gatti torna a denunciare l’emergenza nella frazione alle spalle di Dolcedo: “tutte le istituzioni stanno ignorando la nostra emergenza”

Un’intera frazione senz’acqua dal 31 luglio. A Santa Brigida e Cà dei Pirei, alle spalle di Dolcedo, la pazienza dei residenti sembra ormai essere arrivata al limite. A denunciare nuovamente la situazione è Ivan Gatti, che torna a chiedere interventi per una crisi idrica che, secondo quanto riferito dagli abitanti, si trascina ormai da settimane senza una soluzione. “Dal 31 luglio tutta la frazione di Santa Brigida/Cà dei Pirei è totalmente senz’acqua! Pare di vivere un incubo”, scrive Gatti, dando voce alla rabbia e all’esasperazione dei residenti.

Il tono della protesta è durissimo. Nel suo sfogo, il portavoce arriva a paragonare la situazione a quella di alcune aree dell’Africa, sottolineando però, con evidente amarezza, che persino in contesti dove la carenza d’acqua rappresenta un problema strutturale sembrerebbero essere state individuate prospettive concrete di intervento. “Sembra di essere nel Burundi in Africa, ma perlomeno in un piccolo paese di quella Nazione hanno una prospettiva di cambiamento per risolvere il problema della mancanza d’acqua, perché siamo venuti a conoscenza che il Lions Clubs International ha deciso di finanziare la costruzione di un pozzo che risolverà definitivamente il problema, forse dovremmo chiedere aiuto a quella fondazione filantropica per sperare di risolvere anche noi il nostro problema, visto che da noi tutte le istituzioni stanno ignorando la nostra emergenza?”

La situazione, secondo i residenti, sta alimentando una crescente esasperazione. “Lo stato d’animo dei residenti nella frazione oscilla tra la disperazione e la rabbia”, sottolinea Gatti, riferendo, inoltre, che tra gli abitanti starebbe crescendo la richiesta di valutare un’azione legale collettiva. L’ipotesi è quella di promuovere una class action, attraverso un avvocato, per tutelare quelli che vengono definiti gli omogenei diritti lesi degli abitanti della frazione.

A rendere ancora più acceso lo sfogo è il confronto con la vicina frazione di Bellissimi, sempre nel territorio comunale di Dolcedo. “Oltre il danno c’è anche la beffa, perché a solo un chilometro di distanza dalle nostre case, le fontane della frazione di Bellissimi, sempre del Comune di Dolcedo, hanno così tanta acqua che le fontane pubbliche la disperdono nel suolo”, denuncia il portavoce.

Gli abitanti chiedono soprattutto che vengano effettuate verifiche tecniche per individuare una soluzione definitiva. Secondo Gatti, infatti, il problema potrebbe essere meno complesso di quanto si possa pensare. “E pensare che basterebbe che i tecnici di Rivieracqua si decidessero ad intervenire una volta per tutte, perché forse il problema potrebbe essere più facile da risolvere di quello che si possa credere”, afferma.

Tra le possibili soluzioni indicate dai residenti ci sarebbe quella di spurgare le tubature dall’aria, che potrebbe impedire all’acqua di raggiungere le abitazioni, oppure di verificare la regolazione della valvola che gestisce il flusso idrico verso la frazione. “Basterebbe che ci fosse la volontà e forse spurgando le nostre tubature dall’aria che impedisce all’acqua di arrivare alle nostre case, oppure aprendo un po’ di più la valvola che gestisce l’acqua che deve arrivare alla nostra frazione, il problema sarebbe risolto. Ma se nessuno ci prova e tutto continua ignorando le nostre istanze, fino a quando dovremo rimanere senz’acqua?”