Ci sono gesti che profumano di casa, ma che racchiudono in sé una straordinaria forza educativa.
La preparazione del pesto alla genovese, seguita passo dopo passo dalla semina del basilico fino all’assaggio finale, si rivela un’esperienza riabilitativa profonda per i ragazzi con disabilità seguiti dagli educatori dell’Isah di Imperia. Non si tratta solo di cucinare, ma di intraprendere un viaggio formativo in cui ogni tappa diventa un’occasione di crescita personale, inclusione e potenziamento delle proprie abilità.
Tutto ha inizio dalla terra. La fase di coltivazione introduce i piccoli al concetto di cura e temporalità: preparare il vaso, piantare i semi e innaffiare quotidianamente insegna la pazienza e rafforza il senso di responsabilità. Vedere la prima fogliolina verde spuntare nutre il senso di autoefficacia e l'autostima. È una potente stimolazione multisensoriale, in cui l'odore della terra bagnata e la consistenza delle foglie stimolano la percezione tattile e olfattiva in modo naturale e rassicurante. Successivamente, la fase della raccolta e della lavorazione attiva importanti abilità motorie e cognitive.
Selezionare e staccare delicatamente le foglie senza danneggiarle richiede una refined coordinazione oculo-manuale e il controllo della motricità fine. L'uso del mortaio di marmo, poi, aggiunge una dimensione propriocettiva unica: il movimento ritmico del pestello permette di regolare la forza muscolare e scaricare le tensioni corporee. Seguire le sequenze della ricetta — l'aggiunta di pinoli, formaggio, aglio e olio — allena la memoria di lavoro, l'attenzione e la capacità di pianificazione.
Il valore più grande di questo percorso risiede tuttavia nella sua natura democratica e cooperativa. Ciascun bambino può partecipare secondo le proprie possibilità: c'è chi è portato per dosare gli ingredienti, chi per pestare, chi per lavare le foglie. Il pesto cessa di essere un semplice condimento e diventa il simbolo di un successo condiviso, un ponte emotivo che trasforma la riabilitazione in un momento di gioia, condivisione e autentica autonomia.