E' un addio che fa rumore, non per i toni gridati, ma per la profonda dignità con cui viene consumato. A soli tre mesi da quei fotogrammi intrisi di gioia, abbracci e trionfi condivisi, per mister Giancarlo Riolfo si chiude in modo del tutto inaspettato una delle pagine più intense del recente passato calcistico nerazzurro.
Un epilogo arrivato a ciel sereno, che lascia un velo di tristezza in tutto l'ambiente e tra chi ha sempre visto in questo gruppo un simbolo di appartenenza e riscatto. "Ci siamo lasciati solo tre mesi fa pieni di gioia e di orgoglio, un gruppo di ragazzi che ha voluto fortemente raggiungere un obiettivo. Avevo qualche perplessità, ma ho cercato di cancellarle per provare a sognare qualcosa di importante in un posto dove sono riuscito sempre a dare tutto me stesso - scrive in un post sul suo profilo social Riolfo -. Purtroppo le cose sono andate in maniera diversa. Devo essere sincero gli ultimi accadimenti mi hanno fatto male, ferito nell’intimo, soprattutto per le dinamiche e le falsità espresse… ( le bugie hanno le gambe corte…). Ma non voglio essere polemico. Vorrei con questo post chiudere una pagina “calcistica” e nel farlo salutare tutti gli appassionati, i tifosi e le persone che mi sono state vicino e supportato facendomi sentire a casa ed uno di voi. Grazie Imperia, grazie. Il passato non si dimentica mai, ti insegna per come scrivere il futuro. Passione, orgoglio… Sinceramente vi auguro ogni bene".
Il percorso con Riolfo era ricominciato sotto i migliori auspici, spinto dalla voglia irrefrenabile di sognare ancora in grande in una piazza speciale. Un ambiente che per il mister, ora ex, non è mai stato un semplice campo da gioco, ma un luogo dell'anima, una vera e propria seconda casa dove ogni goccia di sudore è sempre stata versata per la maglia. Nonostante qualche iniziale ed impercettibile perplessità, l'amore per i colori e la spinta della tifoseria avevano preso il sopravvento, cancellando ogni dubbio e riaccendendo la scintilla della passione.
Purtroppo, il calcio sa essere tanto generoso quanto spietato e il sogno si è scontrato con una realtà amara che ha lasciato ferite profonde nell'intimo di un allenatore che comunque non dimentica il suo lavoro in nerazzurro..