Attualità - 18 agosto 2026, 17:30

Mar Ligure sempre più caldo, Ascheri (Delfini del Ponente): "Per alcuni organismi potrebbe essere distruttivo"

L’allarme per fondali, posidonia, coralligeni e catena alimentare

Foto Elena Fontanesi - Delfini del Ponente

Il Mar Ligure non è mai stato così caldo. Le temperature dell’acqua si aggirano attorno ai 30 gradi, tanto che Arpal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, ha dovuto ritirare la boa ondametrica posizionata al largo di Capo Mele: lo strumento, tarato per registrare fino a 29,9 gradi, non era più in grado di rilevare i dati. Il tetto massimo di misurazione è stato quindi alzato a 35 gradi. A spiegare la portata del fenomeno è Davide Ascheri, biologo imperiese dei Delfini del Ponente. "La maggior parte degli effetti non li vediamo ancora - spiega -. Temperature così elevate avranno un impatto importante su tutta la fauna e la flora marina, ma al momento sono ancora immisurabili. I cambiamenti reali li osserveremo nei mesi e negli anni a venire".

Davanti alla costa ligure il fondale è caratterizzato da canyon sottomarini, strutture che favoriscono o sviluppo di correnti  e quindi la circolazione delle masse d’acqua. È un meccanismo fondamentale per l'equilibrio dell'ecosistema marino che, avverte Ascheri, potrebbe essere messo in crisi da un riscaldamento sempre più persistente. "Se il mare continua a scaldarsi anche d'inverno, vengono a mancare le correnti verticali che normalmente rimescolano l'acqua. Questo ha ripercussioni dirette sui fondali e su tutti gli organismi che vi vivono attaccati, come alghe, posidonia e coralligeni". Questi organismi sono i più vulnerabili: "Sono fissi al fondale, non possono spostarsi alla ricerca di acque più profonde e fresche e quindi sono i primi a essere colpiti".

Più difficile, invece, stimare l'impatto diretto sui cetacei. "È impossibile determinarlo con precisione - precisa il biologo-. Sicuramente effetti importanti si registreranno sulle loro prede, come i piccoli pesci e il krill, oppure attraverso l’arrivo di specie aliene a cui i predatori non sono abituati". Poi tra gli scenari già osservati in passato e che potrebbero ripetersi con maggiore frequenza c'è la moria delle gorgonie negli ambienti coralligeni, insieme al fenomeno della mucillagine: uno strato di materiale organico particellare che ricopre gli organismi del fondale e ne provoca il soffocamento.

A rischio anche la preziosa Posidonia oceanica, una pianta fondamentale per l’ecosistema mediterraneo: contribuisce a proteggere le coste dall’erosione, assorbe anidride carbonica e offre rifugio e habitat a una parte significativa delle specie marine. "Tutto questo calore è energia che, purtroppo, potrebbe tradursi in mareggiate più forti e intense – avverte Ascheri con conseguenze su quelle praterie di posidonia che si trovano a pochi metri di profondità e non sono pronte a fronteggiare eventi meteorologici estremi".