Attualità - 14 agosto 2026, 08:30

Imprenditori turistici in rivolta a Imperia: dai problemi idrici alla tassa di soggiorno: “Alziamo bandiera bianca”

L'entroterra non ne può più di disservizi e tasse comunali

Problemi idrici che si ripresentano puntualmente ogni estate, una tassa di soggiorno ritenuta troppo elevata rispetto ai Comuni vicini e una crescente frustrazione tra gli operatori turistici. Nell’entroterra di Imperia, e in particolare a Montegrazie e nelle valli alle spalle di Caramagna, la misura sembra essere arrivata al limite. E in questa torrida estate, gli operatori sono pronti ad "alzare bandiera bianca".

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, letteralmente, è stata l’ennesima interruzione del servizio idrico, verificatasi nella notte tra lunedì e martedì. L’acqua è tornata nella mattinata, ma non senza ulteriori problemi: «Stamattina l’acqua è tornata, ma era marrone, torbida», racconta un esercente.

Una situazione che, secondo gli operatori, non rappresenta affatto una novità. Lo stesso problema si era verificato già lo scorso anno, quando Rivieracqua aveva annunciato interventi sulla vasca dell’acquedotto, considerata ormai obsoleta: "Lo scorso anno, quando si erano presentati gli stessi problemi, Rivieracqua aveva promesso che avrebbe sostituito la vasca. Ma questo non è avvenuto e questi sono i risultati", lamenta lo stesso operatore.

A pesare, però, non è soltanto l'emergenza acqua. La Pro Loco di Montegrazie ha preso carta e penna e scritto al sindaco Scajola, mettendo sul tavolo una serie di criticità che, secondo gli operatori, rischiano di penalizzare fortemente il turismo nell'entroterra. Tra queste c'è la tassa di soggiorno, giudicata eccessiva se confrontata con quella applicata nei Comuni vicini e, in particolare, in Val Prino. Il confronto con Dolcedo viene indicato come emblematico: "A Dolcedo, che è uno dei nostri principali competitor, si paga un euro a persona per cinque giorni. A Imperia, invece, tre euro per dieci giorni. È una bella differenza per chi deve scegliere il luogo dove trascorrere la vacanza".

Una disparità che, secondo gli operatori, rischia di rendere meno competitiva l'offerta turistica dell'entroterra , soprattutto in un momento in cui le piccole strutture devono già fare i conti con costi e difficoltà crescenti. A questo si aggiunge il malcontento per la gestione delle interruzioni idriche e, soprattutto, per la mancanza di informazioni preventive. "Nessuno ci ha informato di nulla", è la lamentela che si ripete tra gli operatori.

Il problema, dunque, non è soltanto avere o non avere l'acqua, ma poter garantire un servizio adeguato ai turisti che scelgono di soggiornare nelle frazioni e nei piccoli centri dell'entroterra cittadino.

"Siamo proprio esasperati", è il sentimento che emerge tra gli operatori, che temono che il ripetersi di questi episodi possa compromettere la stagione e, più in generale, l'immagine di un territorio che punta proprio sul turismo, sulla tranquillità dei borghi e sulla qualità dell'accoglienza.

La lettera della Pro Loco al sindaco rappresenta così un vero e proprio campanello d'allarme. Non una semplice protesta per un disservizio, ma la richiesta di affrontare una serie di problemi che, estate dopo estate, tornano a presentarsi senza che le soluzioni annunciate arrivino a compimento.