Diano Marina, estate 1989. Quella mattina, il mare sembra non avere niente da raccontare. Era uno dei tanti giorni d’estate, sole alto e afa, spiagge piene. Al largo, le imbarcazioni tagliano lentamente l’orizzonte, sulla riva la vita scorre secondo i suoi piccoli, consueti rituali. Poi, improvvisamente, il colpo di scena. All’inizio sembra quasi un’ombra scura che affiora e scompare tra le onde.
Qualcuno pensa a un pezzo di legno, forse a qualcosa trascinato dalla corrente. Ma la sagoma, in lontananza, continua ad avanzare, ostinata, verso la spiaggia. Nuota, disperatamente. E quando è abbastanza vicina alla riva, non ci sono più dubbi: si tratta di un cane, un setter pezzato, bianco e nero. Solo, in mezzo al mare, che nuota con una disperazione che fa male a guardarla. Le zampe affondano e riemergono dall’acqua, il muso cerca di restare fuori dalle onde e ogni zampata-bracciata sembra costargli una fatica immensa.
Per fortuna, però, sulla battigia ci sono soci e volontari del Club del Mare di Diano Marina che assistono alla scena: Si precipitano in mare. Il povero animale approda nelle braccia dei suoi soccorritori, stremato dallo sforzo. Fa ancora qualche passo sulla sabbia, barcollando, poi si accascia, sfinito.
Per qualche istante resta immobile, sembra non avercela fatta. Intorno si radunano in tanti. Finalmente, un po’ a sorpresa, timidamente, il cane si riprende. Soccorso, asciugato, assistito e rifocillato comincia a riprendersi. Quella che avrebbe potuto essere la sua ultima nuotata diventa, quasi miracolosamente, il viaggio verso una nuova vita. Nessuno, però, riesce a capire da dove fosse arrivato. Caduto accidentalmente da una barca che transitava al largo oppure qualcuno aveva deciso di liberarsi di lui nel modo più crudele, gettandolo tra le onde e affidandolo al mare? Quest’ultima ipotesi, purtroppo, sembra la più probabile.
Il setter-naufrago viene comunque affidato al rifugio La Cuccia di Imperia, gestito dalla Lega del Cane, dove verrà preso in custodia e accudito, prima di essere dato in adozione. Ma la storia non finisce qui. Negli anni Ottanta, certe vicende hanno ancora la capacità di coinvolgere un’intera comunità. Quel cane arrivato dal mare commuove tutti, davanti a un animale che aveva lottato così tanto per vivere, era impossibile voltarsi dall’altra parte.
I soci del Club del Mare organizzano così una colletta, al termine della quale verranno raccolti oltre centomila lire. Una somma importante, allora, che viene consegnata alla Lega del Cane per utilizzarla per il naufrago a quattro zampe. Nei giorni successivi, a Diano Marina ma non solo, si parlerà solo del setter venuto dal largo. Le barche torneranno a solcare il mare, le spiagge si riempiranno di ombrelloni e bambini a correre sulla sabbia. Del setter resterà, per sempre, l’immagine sbiadita di un cane bianco e nero che emerge dal mare, esausto, e una spiaggia intera che gli tende la mano.