Una ventina di pattuglie della Finanza, disseminate nel tratto di mare compreso tra Cervo e Riva Ligure, hanno setacciato gli stabilimenti balneari: nel mirino il mancato rilascio degli scontrini fiscali e delle ricevute. Una cinquantina le irregolarità riscontrate. I controlli, che oltre al rilascio degli scontrini e delle ricevute fiscali hanno riguardato anche il pagamento delle concessioni demaniali, proseguiranno nei prossimi giorni.
In alcune località, dove la crisi idrica ha fatto salire la tensione, provocando irritazione e nervosismo, si è sfiorata addirittura la rissa. I titolari di alcuni stabilimenti, esasperati, hanno protestato vivacemente, accusando i finanzieri di eccessivo zelo. Se, in riferimento ai controlli demaniali, non sono state riscontrate irregolarità (i concessionari non hanno sconfinato oltre i limiti stabiliti dalla Capitaneria), in 45 casi, le verifiche compiute sui registratori di cassa hanno evidenziato inadempienze.
Maggiore attenzione si è invece avuta nel rilascio delle ricevute fiscali: su quarantacinque impianti controllati, quattro non sono risultati in regola (due per mancato rilascio del documento e due per non averlo consegnato al cliente). Le multe sono salate: se non viene rilasciato lo scontrino fiscale si rischiano da 400 mila lire a 1,8 milioni di lire di ammenda. Pagando entro quindici giorni, la sanzione scende a 30 mila lire, mentre raddoppia se viene superato il limite dei 60 giorni dalla notifica. Verbali di controllo sono stati eseguiti un po' su tutte le spiagge che si trovano sotto la giurisdizione della Capitaneria di Imperia, da Cervo a Riva Ligure.
Giacomo Riolfo della Spiaggia d'Oro, a Porto Maurizio, spiega: “Alla base del controllo esiste un conflitto di competenze tra il ministero della Marina mercantile e quello delle Finanze. Mentre per la Capitaneria è giusto che la concessione venga pagata a fine stagione, la Finanza vorrebbe che venisse corrisposta prima. Comunque, tutti gli stabilimenti, da Cervo a Riva, hanno sempre pagato a fine esatte”.
Le Fiamme Gialle hanno impiegato agenti in borghese. Al setaccio anche ristoranti e chioschi interni alle spiagge. Gli stessi finanzieri hanno dovuto mantenere la calma per impedire che gli alterchi degenerassero: molti gestori, infatti, hanno tentato in tutti i modi di evitare di pagare. Suppliche motivate dagli arenili semi deserti e dai molti ombrelloni ancora chiusi. “Vorremmo che ci lasciassero lavorare con maggiore tranquillità, dal momento che la situazione è particolarmente delicata e non si nutre eccessivo ottimismo per il futuro – fanno sapere alcuni gestori dianesi – ci hanno multato perché i dipendenti si era dimenticatati di rilasciare lo scontrino. Sono momenti difficili, nei quali forse bisognerebbe dimostrare maggiore comprensione verso eventuali sviste. Si dovrebbe anche tener conto che il lavoro si è ridotto del 40%, anche e soprattutto a causa della drammatica crisi idrica che sta tenendo lontani dalla Riviera migliaia di vacanzieri, comportando gravi disagi per i proprietari dei bagni marini”.
Intanto, nonostante le lamentele, i controlli proseguiranno. Al Comando Gruppo di Imperia spiegano che “si tratta di ispezioni di ordinaria amministrazione, che non hanno nulla a che vedere con le recenti disposizioni ministeriali in materia di evasione, verifiche che vengono compiute annualmente, attuate anche per tutelare il cittadino o il turista, che frequenta gli stabilimenti”.