Il Protocollo di legalità sottoscritto dal Comune di Diano Marina con la Prefettura di Imperia divide il Consiglio comunale e provoca la protesta dell'opposizione. I gruppi consiliari Diano Marina e Diano Domani hanno presentato due question time di identico contenuto per chiedere al sindaco le ragioni della mancata informazione alla Commissione speciale antimafia dell'adesione al protocollo. Le richieste, però, non sono state discusse. Il presidente del Consiglio comunale, Francesco Bregolin, le ha dichiarate inammissibili, una decisione che ha spinto i consiglieri Marcello Bellacicco ed Elisabetta Borghi (gruppo Diano Marina) ad abbandonare l'aula in segno di protesta.
Il protocollo, approvato all'unanimità dalla Giunta comunale, punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione. Il mancato coinvolgimento della Commissione speciale antimafia prima della sottoscrizione è al centro delle contestazioni avanzate dall'opposizione.
Dura la replica di Marcello Bellacicco, che ha motivato la decisione di lasciare l'aula. "Abbiamo presentato l'interrogazione per sapere come mai una decisione così importante sia stata fatta senza chiedere o, perlomeno, informare una commissione, istituita con il voto unanime del Consiglio comunale. Nessuno sostiene che l'organo abbia poteri decisionali, ma si tratta di correttezza, rispetto e sensibilità istituzionale. Evidentemente non si voleva affrontare pubblicamente questo argomento e si è preferito impedirne la discussione".
Diversa la scelta del gruppo Diano Domani. I consiglieri Francesco Parrella e Micaela Cavalleri sono rimasti in aula, pur condividendo le perplessità sul mancato confronto. "Siamo rimasti esterrefatti da una decisione che non ci aspettavamo – dichiara Parrella, presidente della Commissione –. Abbiamo scelto di restare perché avevamo altre interrogazioni importanti da discutere, ma il diniego ci ha colti di sorpresa. Non abbiamo mai sostenuto che il sindaco dovesse chiedere un'autorizzazione, ma che ci avrebbe potuto informare preventivamente. Mi sarei aspettato di apprendere la notizia direttamente dal sindaco e non dalle pagine dei giornali: tanto più che il sindaco ha scelto di far parte della Commissione antimafia, circostanza piuttosto inusuale. La richiesta di chiarimenti mi sembra quindi del tutto lineare. Il diniego a rispondere è un inciampo politico per l'Amministrazione".
Nella risposta predisposta dal presidente del consiglio Francesco Bregolin si evidenzia che l'adesione al protocollo rappresenta una prerogativa di indirizzo politico esclusiva della Giunta comunale e che la Commissione non dispone di poteri deliberativi o di veto. "Le interrogazioni sono state presentate dopo la conferenza dei capigruppo e non è stato riconosciuto loro il carattere d'urgenza -spiega Bregolin-. I due gruppi hanno presentato la stessa richiesta a distanza di poche ore: non so se fosse una mossa studiata in periodo elettorale. L'adesione al protocollo nasce da una richiesta formale del prefetto di Imperia, rivolta a tutti i sindaci della provincia. Comunque non c'era un urgenza tale da giustificarne la trattazione immediata. Non c'è alcun blocco nei confronti dell'opposizione: da parte mia è sempre stato lasciato tutto lo spazio possibile".