Politica - 15 luglio 2026, 11:30

Verde urbano, Rifondazione: "Basta palme, Imperia ha bisogno di grandi alberi contro il caldo"

Il circolo Stenca-Binon chiede un cambio di rotta. "È ora di cambiare registro"

"Fa caldo. Basta col maltrattare la vegetazione in città, basta con le belle quanto inutili palme, basta con l'ignoranza dei principi fondamentali della termodinamica nell'affrontare la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico". È l'appello lanciato dal circolo imperiese Stenca-Binon di Rifondazione Comunista, che chiede un cambio di rotta nella gestione del verde urbano.

"La vegetazione urbana non è un semplice decoro, ma un sistema che controlla la temperatura e garantisce il benessere dei cittadini". Per questo, sostengono gli esponenti di Rifondazione, nelle città dovrebbero essere privilegiati alberi di grandi dimensioni anziché palme o piccoli cespugli. "Nelle isole di calore che sono le città, anche quelle baciate dal clima come Imperia – affermano – l'unica vivibilità in queste giornate torride è fornita dai grandi alberi, che non solo fanno ombra ma abbassano la temperatura". Da qui la proposta di piantare specie come tigli, platani, gelsi e altri alberi ad alto fusto lungo la pista ciclabile e nelle principali aree urbane. "Solo una gestione miope – prosegue il comunicato – può continuare a mettere a dimora palme, tanto belle quanto inefficaci sul piano della regolazione della temperatura, o piccoli cespugli esotici. Fa impressione vedere come si voglia trasformare Imperia in una sorta di Abu Dhabi per inseguire una cartolina turistica, nell'isteria del "tutto turismo", dimenticando che la città ha costruito la propria ricchezza sull'equilibrio tra agricoltura, agroalimentare e turismo, valorizzati da uno dei mari più belli del Mediterraneo".

Attenzione viene dedicata alla pista ciclabile. "Specie nei tratti interni, dalla Spianata al Prino, da giugno a settembre diventa praticamente impraticabile non solo per i ciclisti, ma anche per bambini, famiglie e anziani. È possibile che percorrendo quella che viene definita la ciclabile più panoramica del mondo si debba essere felici solo quando si entra in una galleria?".

Il circolo invita quindi a immaginare il percorso che va dalla vecchia stazione di Oneglia al Parco Urbano e dai Camillini al Prino ombreggiato da tigli, platani, gelsi o altre specie di grandi dimensioni, ritenute pienamente adatte al territorio e favorite anche dalla disponibilità di acqua di falda dei bacini dell'Impero, del Baitè e del Caramagna. "La natura offre un'ampia scelta – si legge ancora – purché ci sia la volontà di affidarsi a botanici, naturalisti e forestali, piuttosto che a logiche esclusivamente economiche".

"È ora di cambiare totalmente registro nella gestione degli alberi in città, prima che sia troppo tardi per cominciare".