Il Punto - 12 luglio 2026, 12:27

IL PUNTO. Una notte con la "pula" a Imperia, a caccia di fantasmi e... giacigli

Cronaca di un pattugliamento annunciato: tanta attesa, pochi risultati e tante domande che restano aperte

Una notte con la "pula": il sogno, più o meno confessabile, di ogni cronista, soprattutto alle prime armi. E questa volta anche con l'assessore in versione "detective", o, se preferite, "sceriffo". Ti aspetti la radio che gracchia senza sosta, chiamate d'emergenza, (una sola, per la verità,  per sedare un alite sfociata in una scazzottata al Carrefour) inseguimenti, interventi al limite. Invece, a Imperia, niente di tutto questo. E va detto subito: al netto della professionalità, della disponibilità e delle qualità umane dimostrate dagli operatori di polizia di Stato, polizia locale e carabinieri, la notte si è rivelata molto meno movimentata del previsto. Se l'obiettivo era sorprendere sul fatto i "criminali" colpevoli di dormire in spazi pubblici più o meno abbandonati, il bilancio è stato piuttosto magro. Anzi, quasi un flop.

Alla fine sono stati individuati appena due giacigli: uno in un'area demaniale alla radice del molo corto di Oneglia; l'altro, decisamente più insolito, in un'intercapedine al quarto piano del parcheggio sotterraneo davanti all'ex stazione di Oneglia. Un successo travolgente, verrebbe da dire con un pizzico di ironia.

Da quando i residenti di via XXV Aprile hanno alzato la voce per la difficile convivenza con i senza dimora che bivaccavano – e, secondo alcuni, continuano ancora a bivaccare – nell'edificio dell'ex Isnardi, la priorità dell'Amministrazione ( e non solo quella in carica) che del problema non si era mai preoccupata sembra essere diventata quella di sigillare ogni possibile accesso. Come se chiudere una porta o murare un varco fosse sufficiente a cancellare il problema, e non semplicemente a spostarlo qualche centinaio di metri più in là.

Sia chiaro: perseguire comportamenti illegali, episodi di violenza o attività di spaccio è un dovere delle Forze dell'ordine e delle Istituzioni

Ma il disagio sociale non può essere ridotto a una caccia ai giacigli. Da un'Amministrazione ci si aspetterebbe qualcosa di più di una strategia fatta di cancelli, reti e accessi sbarrati. La legalità è un pilastro imprescindibile, ma dovrebbe procedere di pari passo con politiche di assistenza e inclusione. Perché allontanare chi dorme per strada può rendere un angolo della città più ordinato. Non necessariamente una città migliore. 

P.s. Una città migliore, però, non la si costruisce neppure convivendo con il degrado. Perché se c'è stato un vero filo conduttore della lunga notte imperiese non sono stati i giacigli dei senza dimora, ma la sporcizia. Rifiuti abbandonati agli angoli delle strade, sacchi lasciati fuori posto, cartacce, bottiglie, resti di cibo: un panorama che accompagna il percorso ben più frequentemente degli incontri con chi vive in strada.