Dopo un'attesa durata 34 anni, entra ufficialmente in vigore il decreto che ridisegna la disciplina degli autovelox in Italia. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, diventano operative le nuove regole che definiscono in modo uniforme su tutto il territorio nazionale le caratteristiche tecniche, i requisiti, le procedure di omologazione, la taratura e le verifiche di funzionalità dei dispositivi impiegati per il controllo della velocità.
L'obiettivo del provvedimento è quello di mettere fine alle difformità che hanno caratterizzato il settore negli ultimi anni, introducendo criteri omogenei per tutti gli impianti installati lungo la rete stradale italiana.
Gli effetti saranno immediati. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 850 autovelox dovranno completare l'iter di omologazione prima di poter essere nuovamente utilizzati, mentre 3.150 dispositivi risultano già pienamente conformi alla normativa e potranno continuare a operare senza interruzioni.
Il nuovo quadro normativo punta a chiudere una lunga fase di incertezze giuridiche e amministrative che ha alimentato dubbi sulla validità di numerose sanzioni elevate tramite dispositivi privi della necessaria omologazione ministeriale.
Negli ultimi anni, infatti, diverse pronunce della magistratura hanno chiarito la distinzione tra la semplice approvazione tecnica di un autovelox e la sua omologazione, evidenziando come i due procedimenti non siano equivalenti. Una differenza che ha favorito migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti nei confronti degli enti locali che avevano continuato a utilizzare apparecchi approvati, ma non formalmente omologati.
Con il decreto, il Governo intende quindi eliminare ogni ambiguità, introducendo procedure precise per certificare la conformità degli strumenti e garantire maggiore certezza nell'accertamento delle violazioni.
Secondo una stima diffusa da Assoutenti, il 71% degli autovelox installati in Italia risultava privo dei requisiti richiesti dalla normativa. Il decreto, tuttavia, non prevede lo spegnimento indiscriminato di tutti questi dispositivi. Per gli impianti che avevano ottenuto la sola approvazione tecnica prima del giugno 2017 è infatti previsto un percorso di regolarizzazione che comprende la verifica della documentazione, l'esecuzione di test tecnici e le necessarie operazioni di taratura, passaggi indispensabili per ottenere la definitiva omologazione e tornare pienamente operativi.