"Una stagione estiva sottotono". È il quadro che emerge dalle voci degli albergatori di Imperia e del Golfo Dianese, tra soggiorni sempre più brevi e infrastrutture che continuano a frenare il territorio.
Davide Trevia, presidente provinciale di Federalberghi, fotografa un giugno in linea con quello dello scorso anno: una buona partenza, seguita da una flessione a fine mese. Per luglio e agosto, osserva, "non c'è ancora il pienone: a parte Ferragosto, le camere libere non mancano".
Sulla stessa linea Leonardo Ceresi, presidente provinciale di Assohotel, che descrive un turismo ormai concentrato nel nel weekend mentre durante la settimana le strutture faticano a riempirsi. "Questa flessione è legata alla minore disponibilità di spesa delle famiglie, che guardano sempre di più al portafoglio. A farne le spese sono soprattutto gli alberghi, mentre appartamenti e residence reggono meglio, come conferma l'affollamento delle spiagge libere frequentate da chi alloggia in affitto". Più ottimista Giacomo Rubaudo dell'Hotel Miramare di Imperia, che parla di una stagione "abbastanza allineata" agli anni precedenti e non si aspetta sorprese negative per luglio e agosto: "una flessione in questi due mesi sarebbe il vero campanello d'allarme, i mesi "termometro" restano primavera e autunno".
Il dato su cui i tre convergono è il cambiamento nelle abitudini dei turisti. Non diminuisce la voglia di viaggiare, ma si accorcia la durata delle vacanze. "La gente si muove di più ma resta meno giorni – spiega Trevia –. Non rinuncia alle ferie, ma con meno soldi a disposizione preferisce periodi brevi". Conferma Rubaudo: "Se un tempo le famiglie soggiornavano per l'intera settimana, oggi prevalgono weekend o permanenze di due o tre giorni, anche in alta stagione".
La criticità più sentita rimane quella dei collegamenti. Senza alta velocità ferroviaria né aeroporti vicini, il Ponente continua a dipendere da un'autostrada spesso rallentata dai cantieri. "Per un tamponamento si può perdere mezza giornata in viaggio e si arriva nervosi", osserva Trevia. Rubaudo è ancora più netto: "Siamo condannati dai collegamenti. Possiamo fare tutta la promozione che vogliamo, ma servono infrastrutture vere".
Per Trevia la strada non è quella dei grandi numeri, ma della qualità: strutture moderne, centri curati, servizi efficienti – dall'acquedotto alla raccolta dei rifiuti, fino ai parcheggi – e un tessuto commerciale vivo anche nelle ore serali. "Troppa gente crea scompensi e mette in crisi i servizi: meglio puntare sulla qualità che sulla quantità. Servono eventi di intrattenimento d'estate e attività attrattive negli altri mesi, per riuscire ad allungare la stagione".