Il rimpasto di giunta illustrato dal sindaco Claudio Scajola e il conseguente riassetto delle deleghe finiscono nel mirino della consigliera comunale del Partito Democratico, Deborah Bellotti, che contesta metodo e contenuti degli obiettivi indicati dall'Amministrazione: "Nel riassetto delle deleghe annunciato martedì, il sindaco Scajola ha fissato due obiettivi: portare la raccolta differenziata al 75% in due anni e approvare il Piano urbanistico comunale in consiglio comunale entro Natale. Due date, zero metodo. È uno schema che conosciamo bene, annunciare un traguardo non significa avere un piano per raggiungerlo".
Secondo Bellotti, sul fronte della raccolta differenziata non bastano gli annunci per ottenere risultati concreti: "Sui rifiuti la strada è una sola: ridurre, differenziare, trattare bene e riciclare davvero. Ma il 69% attuale, quarto posto in Liguria, appena sopra il minimo di legge e ben distante da La Spezia (80%) e Albenga (76%), non sale per decreto. Si sblocca cambiando modalità:, con la tariffazione puntuale, facendo controlli sulla qualità nelle ecoisole e analisi del rifiuto indifferenziato che aiutino anche le campagne di sensibilizzazione, assenti dal 2018, e la partecipazione attiva della cittadinanza. Nessuna di queste cose è presente nell'annuncio. C'è solo un nuovo numero da raggiungere, senza il come".
Critiche anche sul Piano urbanistico comunale, che la consigliera definisce l'ennesima promessa di un'amministrazione al governo della città da otto anni: "Sul Piano urbanistico comunale si tratta dell'ennesimo annuncio di un'amministrazione che governa da otto anni senza essere riuscita a produrre un solo foglio. Si lavora di fatto ancora su un piano regolatore del 1999, unico capoluogo della Liguria in questa condizione".
Per Deborah Bellotti, il ritardo nell'approvazione del Puc avrebbe favorito uno sviluppo urbanistico privo di una visione complessiva: "Non si tratta affatto di un caso: un Puc redatto prima avrebbe posto vincoli a scelte scellerate quali, ad esempio, i supermercati a poche centinaia di metri uno dall'altro, mentre il centro storico si svuota. Un modello che consuma suolo e cancella spazi verdi e negozi di prossimità, deciso a pezzi senza la cornice generale che dovrebbe guidarlo. Proprio in questi giorni sta crescendo il centro commerciale a due passi dal mare: una distesa di cemento armato energivora e anacronistica. Si aggiunge superficie impermeabile e altro calore in un'area a ridosso del cuore della città, infliggendo un altro colpo mortale al piccolo commercio".
La consigliera affronta poi il tema dei cambiamenti climatici e delle isole di calore urbane, denunciando l'assenza di una strategia: "Non solo manca un minimo di visione, ma si ignorano anche gli adempimenti. I piani e le strategie nazionali e regionali di adattamento ai cambiamenti climatici danno il quadro di riferimento che gli enti locali devono recepire proprio nei piani urbanistici. Ho recentemente chiesto, senza risposta, la mappatura delle isole di calore urbane: una richiesta avanzata a fronte dei molti abbattimenti di alberi e delle poche piantumazioni, per lo più con palme, la cui efficacia nel mitigare le isole di calore è estremamente limitata. Realizzare opere pubbliche impattanti senza prevedere alberature e zone d'ombra, come è successo con la ciclabile, significa creare nuove isole di calore invece di prevenirle. Un percorso opposto a quello intrapreso da città come Milano e Genova".
In conclusione, Bellotti ribadisce la propria critica all'impostazione dell'amministrazione. "Fissare un traguardo a uso stampa è facile, costruire il percorso per arrivarci è tutt'altra cosa. E i cittadini, nel frattempo, continuano a pagare il conto di una città che rincorre il passato invece di programmare il futuro."