Attualità - 20 giugno 2026, 19:45

"Borgo Marina dimenticato": il grido di protesta di residenti e turisti

Aiuole secche, marciapiedi dissestati e pochi eventi. Il confronto con Oneglia alimenta le polemiche

"Borgo Marina dimenticato". È il grido di protesta che sale dagli operatori commerciali ma pure dai turisti e dai visitatori occasionali anche se nessuno vuole assumersi la responsabilità di esporsi con nome e cognome. 

Ma, comunque, il senso dell’abbandono traspare forte e deciso dai giudizi e dalle critiche dei titolari di esercizi pubblici e delle persone di passaggio. “È sufficiente dare un’occhiata alle aiuole per capire – afferma un torinese anonimo –. Vero che quelle sulla passeggiata sembrano curate ma le altre denunciano incuria e abbandono”. 

Una visione che contrasta con le ambizioni turistiche del borgo, ambizioni che appaiono lontane e soprattutto improponibili. “Certo che fare il confronto con le aiuole di Oneglia è proprio umiliante – contesta un anziano abitante del borgo –. Sono dati di fatto, sembrano due diverse città e parlare di campanilismo è veramente fuori luogo: qui ci sono la terra arida e senza verde, i marciapiedi disastrati, le buche e il degrado. Altro che turismo”. 

Insomma, il biglietto da visita di Imperia non è molto elegante e promettente per chi arriva dal nord Italia. “Anche i contenitori dei rifiuti sono un altro elemento di attrazione – commenta con sarcasmo un altro portorino . Non soltanto per il colore, non certo il massimo per l’elegante scelta cromatica, ma anche per le posizioni”. Infatti, date le stradine del borgo e gli spazi ristretti, sono comprensibile le posizioni di quei contenitori ma indubbiamente ci si poteva preoccupare di nasconderli o mimetizzarli. 

Non sono solo gli elementi concreti a turbare i sonni di chi, a Borgo Marin, ci lavora. “Qui non c’è proprio vita – afferma un negoziante –. Arriva la stagione turistica che da noi ha proprio una durata limitata e non ci sono eventi e manifestazioni che attirino turisti e visitatori. Soltanto il Raduno, quando ormai la stagione è praticamente conclusa”.

Ino Gazo