"Solo di turismo non riusciamo a campare, bisogna aprire ad altre attività imprenditoriali". A sottolinearlo è il consigliere comunale del Partito Democratico Ivan Bracco, che riflette sulle prospettive offerte dall'imminente completamento del collegamento della pista ciclopedonale tra Imperia e Diano Marina.
Un'infrastruttura attesa da anni che completerà un percorso destinato a diventare uno dei principali attrattori turistici della Riviera. "È giusto riconoscere il valore dell'opera e l'impegno che ha consentito di arrivare alla sua conclusione – osserva Bracco –, ma sarebbe un errore pensare che la sola ciclabile possa risolvere i problemi economici e occupazionali della nostra città". Secondo il consigliere dem, il tema centrale rimane la capacità di Imperia di trasformare il flusso di visitatori in una permanenza sul territorio. "La domanda che dobbiamo porci è semplice: i cicloturisti si fermeranno a Imperia oppure continueranno il loro viaggio verso altre località della Riviera più strutturate dal punto di vista turistico, come Diano Marina, Sanremo o Bordighera?".
Bracco evidenzia come, nonostante le potenzialità della pista, la città continui a soffrire di alcune criticità: "Una disponibilità limitata di posti letto, un'offerta culturale e di intrattenimento ancora insufficiente e una valorizzazione dell'entroterra che procede con lentezza. La mia preoccupazione è che la nostra città, per come è organizzata turisticamente, non sia appetibile come località di soggiorno, ma soltanto come luogo di transito".
Da qui la proposta di costituire un tavolo permanente che coinvolga maggioranza, opposizione, associazioni di categoria, mondo produttivo e cittadini. "Credo sia arrivato il momento di aprire un confronto serio e condiviso sul modello di sviluppo di Imperia. Il turismo deve continuare a essere una risorsa fondamentale, ma non può rappresentare l'unica prospettiva economica. Attraverso uno studio approfondito, eventualmente sostenuto da fondi europei, potremmo comprendere quali nuove attività imprenditoriali siano compatibili con le caratteristiche della nostra città e possano affiancare i comparti tradizionali dell'agroalimentare e del turismo".
La sfida principale è quella di offrire prospettive alle nuove generazioni. "Ogni anno assistiamo alla partenza di tanti giovani che cercano altrove opportunità di lavoro e crescita professionale. Se vogliamo invertire questa tendenza dobbiamo iniziare oggi a progettare il futuro, con serietà e senza divisioni politiche".