Meteo - 16 giugno 2026, 07:36

UN OCCHIO AL CIELO. Le previsioni meteo a cura di Stefano Sciandra

La ricreazione è finita. A breve si fa sul serio: "Chi vuol esser lieto sia, di domani c'è certezza" e si chiama la nostra Africa!

Ben ritrovati a tutti i nostri lettori. Non mi faccio sentire dal 28 maggio quando avevo evidenziato come la cupola di calore precoce che aveva investito il nostro Paese fosse matura, con l'avvento di fenomeni temporaleschi che nelle aree ben note hanno causato danni importantissimi come sempre avviene in queste situazioni. Avevo anche già anticipato quello che era poi l'inizio di quella che sarebbe stata la fase due, sottolineando come a partire già dal giorno 7 la situazione si sarebbe nuovamente messa in movimento, puntando a ribadire le solite caratteristiche dell'insopportabili estati continentali. 

Avendo sospeso l'emissione dei classici bollettini meteorologici che per tre anni ho elaborato, a seguito dei miei noti problemi fisici e personali, i miei interventi avvengono solo quando ci sono novità degne di essere analizzate. Il mio silenzio per queste due settimane abbondanti dal 28 maggio è stato tale semplicemente perché per quanto concerneva la Liguria e, soprattutto l'Imperiese, non vi era alcun motivo di aggiornamenti, essendo tutto il territorio regionale esente da fenomeni di rilievo, né per quanto riguardava effetti temporaleschi, né per ondate di calore che ci interessassero direttamente.

CAPITOLO ALPI - Parto dal mio habitat avendo trascorso 13 anni in alta quota scalando le Montagne più alte d'Europa. Quanto tristemente verificatosi nell'ultimo fine settimana su Gran Paradiso, Cervino, Monte Bianco, non può essere visto come una casualità. Come Club 4000, grazie anche al costante contatto diretto con gli alpinisti impegnati sui vari ghiacciai, avevamo ben chiara la situazione. Il quadro che era emerso era estremamente preoccupante. Nella zona del Monte Rosa, ghiacciaio del Garstelet, ghiacciaio del Lys, tanto per fare un esempio, la fotografia attuale è simile a quella di fine agosto. Buchi ovunque, poca neve e ghiaccio vivo affiorante. Avevamo anche rivolto più avvisi di prestare massima attenzione nell'effettuare le ascensioni. Questo giusto per ribadire come i soliti titoloni fake nell'interpretazione, relativi a grandi nevicate anche primaverili fossero fuorvianti. La neve, come ho sempre sostenuto, serve se ha una sua stagionalità, e se questa si sposa con un andamento termico lineare. Se vengono 3 metri di neve, ma periodo e oscillazione dei termometri non sono consoni, a nulla serve. Lo stesso discorso si può estendere ai bacini idrici. Chi ha modo di viaggiare e spostarsi può tranquillamente osservare come il livello del fiume Po sia deprimente. 

GUARDARE LA LUNA E NON IL DITO - Il dito, nel caso specifico, è rappresentato proprio dalla Liguria. Come detto in premessa, il fatto di aver goduto di un periodo estremamente neutro, con temperature tutto sommato godibili, senza conseguenze per quanto riguarda le infiltrazioni più fresche che dalle nostre parti non hanno comportato fortunatamente alcun effetto, tutto questo non deve farci perdere di vista la luna, ovvero il resto del Paese. Sul fronte termico, Catino Padano, Centro e Sud dello Stivale, sono già da giorni alle prese con valori termici molto elevati. Dalle nostre parti, la temperatura del mare ancora accettabile, ha sinora svolto un'azione mitigatrice, accompagnato da quelle brezze che ci hanno risparmiato picchi importanti.

La situazione attuale, modello americano GFS. Alta pressione, ma giusto per confrontarla con le mappe di lunedì 22 giugno

SITUAZIONE MOLTO BRUTTA IN ARRIVO - Anche questa volta nessuna previsione, perché non avrebbe alcun senso visto lo scenario chiarissimo. In presenza di un totale blocco circolatorio a livello di troposfera. A partire da metà settimana assisteremo a un crescendo rossiniano, che porterà a un totale avvolgimento anticiclonico di tutto il Paese. Mi sbilancio anche dicendo che è perfettamente inutile cercare di vedere una fine a questa cupola di calore che andrà consolidandosi. La struttura granitica, sembra in grado di cancellare ogni tipo di disturbo, e rispetto a 40 o 50 anni fa, ha le potenzialità per estendersi sul medio lungo se non lunghissimo periodo. Questo è il nocciolo della questione. La colonnina di mercurio valicherà ben presto la quota 30 anche dalle parti di casa nostra (avremo forse un 24 ore di margine rispetto ad altre aree, vedasi Piemonte ad esempio, ma da venerdì si farà sul serio), con l'instaurarsi graduale, ma inarrestabile, delle classiche notti tropicali, con valori abbondantemente sopra i 20°. Ecco perché viene meno l'utilità di bollettini che sarebbero tutti in fotocopia con variazioni che al massimo possono puntare verso l'alto sotto il profilo termico. 

UN CONSIGLIO - Vi invito a memorizzare la giornata di lunedì 15 giugno perché esattamente tra una settimana potremmo fare una sorta di gioco stile settimana enigmistica: ovvero trova le differenze. Lunedì 22 potrete mettere sul piatto della bilancia la situazione attuale è quella che avremo! Aggiungo che non c'è traccia alcuna di perturbazioni in grado di cambiare corso almeno sul medio periodo. I temporali che si verificheranno saranno estremamente localizzati e fini a se stessi. Successivamente qualche infiltrazione più fresca potrebbe far sviluppare fenomeni più strutturati, ma sul piano termico cambierà poco nulla, perché il problema è il blocco circolatorio.
Quindi come diceva Lorenzo il Magnifico: "Chi vuol esser lieto sia, di doman (in questo caso purtroppo) c'è certezza" e si chiama non la mia Africa, ma la nostra Africa!

Ed ecco la situazione, stessa ora, contemplata per lunedì 22...fate Vobis!

Stefano Sciandra